Se la produzione USA di greggio aumenta…

P1-BJ091_ENERGY_NS_20121112203603Nei prossimi anni, si prevede che gli Stati Uniti diventeranno il maggior produttore di greggio. Tuttavia una maggiore produzione di petrolio degli Stati Uniti non significherà necessariamente una riduzione dei prezzi alla pompa di benzina, in quanto i prezzi del petrolio vengono impostati dal mercato globale. In più, il petrolio degli Stati Uniti è costoso da estrarre. Pochi giorni fa, i futures sul petrolio erano scambiati a circa 85,62 dollari al barile, in calo dai quasi 100 dollari al barile del mese di settembre. Eppure i prezzi alla pompa non calano in nessun  Paese.

La produzione americana e quella irachena hanno contribuito a tenere sotto controllo i prezzi, ma il fattore più decisivo è rappresentato dai problemi economici dell’Europa e dall’indebolimento della domanda globale.

Il consumo di petrolio degli Stati Uniti è diminuito lo scorso anno, passando a 18,9 milioni di barili al giorno, in calo del 8,4% rispetto al 2006. L’AIE prevede che continui anche a calare nei prossimi decenni. Questa modifica della domanda energetica, per le imprese porteranno nuove opportunità. L’eccesso di produzione del gas naturale, poco costoso da ottenere, ha fatto scendere i costi energetici per i consumatori industriali, aiutando i grandi produttori, così come le imprese di fertilizzanti e prodotti chimici.

Ma i cambiamenti possono prendere in contropiede gli operatori del settore. Alcune raffinerie statunitensi speso miliardi per l’aggiornamento delle loro raffinerie, per la lavorazione di greggi più pesanti prodotti al di fuori degli Stati Uniti in paesi come il Venezuela, nella cintura di Orinoco o nelle sabbie bituminose del Canada. Se le previsioni dell’AIE si avverassero, gli Stati Uniti potrebbero presto trovarsi inondati di petrolio greggio domestico, più facile da elaborare, senza possibilità di sbarazzarsi dell’eccesso di offerta, poiché la legge statunitense vieta, in generale, le esportazioni di greggio. Questa situazione costringerebbe gli USA a nuovi investimenti nella i raffinazione di greggi più leggeri e più dolci.

Il petrolio made in USA sta già spostando le importazioni di greggio dello stesso tipo dall’Africa occidentale. Questo potrebbe già saturare il mercato nel 2013, sostiene l’analista Raymond James, che continua “La domanda è: i legislatori federali consentiranno la materializzazione di tali esportazioni?” Alcuni analisti hanno posto questa domanda in una nota di ricerca, aggiungendo che permettere  tali esportazioni potrebbe essere politicamente difficile. Il divieto di esportazione del greggio era stato progettato per garantire la sicurezza energetica degli Stati Uniti a seguito dell’embargo petrolifero arabo del 1973.

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Luca M.

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