Guida completa ai Buoni fruttiferi postali: tutto quello che devi sapere

Sappiamo bene che i Buoni Fruttiferi Postali non sono altro che dei prodotti garantiti dallo Stato in quanto, alla restituzione del capitale investito vengono anche pagati gli interessi che sono maturati. Ma questo non è tutto quello che devi sapere.

In questa guida, ci occuperemo di trattare proprio di alcuni elementi propri dei buoni fruttiferi postali. In pratica analizziamo tutti gli elementi caratteristici di questo tipo di investimento, per altro molto amato dagli italiani.

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Cosa sono i buoni fruttiferi postali?

Definiamo con il termine di Buoni Fruttiferi Postali tutti i titoli di credito che sono collocati da Poste Italiane ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Tenete presente che la cassa depositi e prestiti è una società per azioni a controllo pubblico, che possiede tra i suoi azionisti principali, il ministero dell’Economia e delle Finanze, il quale detiene oltre l’80% delle quote.

Infine, tenete presente anche che è un gruppo di fondazioni con origini bancarie che detiene il 18,4%. Per la restante quota dell’1,5% dell’azionariato è di proprietà della stessa Cassa Depositi e Prestiti sotto forma di azioni proprie.

Premesso questo, torniamo ai nostri buoni fruttiferi postali, che nella maggior parte dei casi, sono conosciuti con l’acronimo di BFP.

I buoni fruttiferi postali 2017, sono degli ottimi strumenti di investimento del risparmio. Sono per altro garantiti dallo Stato e sono collocati da Poste Italiane.

Ricordiamo anche che i Buoni Fruttiferi Postali  sono prodotti finanziari collocati da Poste Italiane sin dal 1925, e il loro scopo è quello di far convogliare nelle casse di risparmio postali i capitali il cui investimento non si prestava alle caratteristiche del libretto di risparmio.

Allora i tagli previsti erano da 100, 500 e 1.000 e 5000 lire, oggi non più esistenti. già allora avevano riscontrato un notevole successo e questo continua ancora oggi, a distanza di poco meno di 100 anni.

Caratteristiche dei buoni fruttiferi postali

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I buoni in questione, li possiamo anche definire come degli ottimi strumenti nominativi, ovvero sono intestati a uno o più titolari, e non sono cedibili a terzi soggetti. Possono essere sottoscritti solo ed esclusivamente presso le filiali di Poste Italiane o anche online.

Una delle caratteristiche più amata dagli investitori è che i buoni sono esenti da commissioni e spese di sottoscrizione, rimborso e gestione. Per altro, sono sottoscrivibili per importi minimi ed offrono rendimenti crescenti nel tempo.

Notate bene che i rendimenti sono corrisposti al momento del rimborso in base a quelle che sono le condizioni della singola tipologia di BFP, insieme al capitale sottoscritto ed eventuali altri proventi.

Ai sottoscrittori dei Buoni Fruttiferi Postali è assicurata, la restituzione del capitale investito con l’aggiunta di eventuali interessi che sono maturati al netto degli eventuali oneri fiscali. Notate bene che questi sono strumenti rimborsabili a vista.

Infine, l’ultima caratteristica che dobbiamo esaminare quando parliamo di buoni fruttiferi postali è che questi, al pari del libretto postale sono una delle forme di risparmio più diffuse in Italia.

Buoni fruttiferi postali

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Dematerializzati VS cartacei

Quando parliamo di Buoni Fruttiferi Postali siamo soliti pensare ad un certificato cartaceo, anche se non sempre questo è vero. Molto spesso, oggi sentiamo parlare di Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati, in quanto il buono è individuato da una registrazione contabile.

Teniamo anche a ricordare che i buoni cartacei sono rimborsati per intero. Al fine di ottenere un rimborso basta che ci si presenti con il titolo allo sportello, mentre, per i buoni dematerializzati possono essere rimborsati anche in modo frazionato, con delle tranche di € 250 o multipli rispetto al valore iniziale sottoscritto.

Buoni fruttiferi postali cointestati

Questi particolari buoni fruttiferi, hanno la carateristica di essere intestai a uno o più titolari. Attenzione, perchè il buono può essere intestato ad un massimo di 4 soggetti.

Tutti i cointestatari hanno la facoltà di compiere operazioni non per forza congiuntamente, ma anche separatamente, comprese le operazione di richiesta di rimborso pieno “a vista”.

Questi buoni hanno la caratteristica di essere emessi con la cosiddetta clausola P.F.R., ovvero con “pari facoltà di rimborso”.

Successioni e buoni fruttiferi postali

Questo dilemma interessa diversi soggetti. I Buoni Fruttiferi Postali precisiamo sin da subito, sono esenti da imposta di successione. Quindi, possono essere lasciati in eredità a chi si vuole, e questo non subentra nell’investimento tanto che non deve essere versato alcunché al fisco.

Notate anche che se questi sono cointestati a membri di una stessa famiglia, nel caso in cui, uno soggetto viene a mancare, i cointestatari dei Buono Fruttiferi Postali non devono inserirli nella dichiarazione di successione.

Questo è almeno quanto finora dichiarato dal Testo Unico sulle successioni  che ne indicano appunto i titoli garantiti dallo Stato, come i buoni fruttiferi postali i quali hanno la garanzia della Cassa depositi e prestiti e non sono compresi nell’attivo ereditario.

Buoni fruttiferi postali, dormienti o decadenti

Notate bene che dal giorno successivo alla scadenza, i buoni emessi in forma cartacea diventano infruttiferi. Ecco quindi che le condizioni di dormienza si applicano ai Buoni Fruttiferi Postali che sono emessi, in forma cartacea ma dopo il 14 aprile 2001, per i quali sia decorso il termine di prescrizione.

Questo, in base a quanto disposto dalla normativa sulla prescrizione ordinaria, secondo quanto regolato dall’articolo 2946 del codice civile, i Buoni Fruttiferi Postali cartacei si prescrivono solo dopo che sono trascorsi 10 anni dalla scadenza del titolo.

Notate bene che la prescrizione vale sia per il capitale investito sia anche per gli interessi maturati.

Non è uguale invece per i buoni dematerializzati, i quali non possono prescriversi visto e considerato che alla loro scadenza vengono rimborsati automaticamente, con l’accredito del montante che viene effettuato sul conto dell’intestatario.

Come si calcola il rendimento dei buoni fruttiferi postali

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E’possibile, leggere all’interno della pagina Poste Italiane o della Cassa Depositi e Prestiti dedicata alle varie tipologie di buono tutte le loro caratteristiche. E’ quindi possibile visualizzare tutti i fogli informativi e i tassi d’interesse di tutti i BFP.

Se ci si collega al sito Poste Italiane, è disponibile anche un tool che ci permette di calcolare il valore e il rendimento dei Buoni.

Attenzione:

Questo tool è solo a titolo informativo, e potrebbe discostare dalla realtà. E’ solo un tool di informazione pubblica e che quindi non può far fede senza un provvedimento di emissione o dei fogli informativi.

Al fine di utilizzare il tool, si devono inserire i seguenti dati:

  • il tipo di BFP per il quale si vuole calcolare il rendimento;
  • data di emissione;
  • data di rimborso del buono;
  • importo del capitale sottoscritto, in euro o in lire per le emissioni più vecchie.

Diverse tipologie di buoni fruttiferi postali

Quando parliamo di Buoni Fruttiferi Postali ordinari parliamo della più longeva tipologia di BFP che ci sono. Attualmente li possiamo considerare come prodotti dedicati a chi vuole investire i propri risparmi a lungo termine. Questi tipi di investimento hanno la caratteristica di poter ritirare il capitale investito in qualsiasi momento, insieme agli interessi maturati fino a quel momento.

Notate bene che per i BFP con serie “A1” del 28 dicembre 2000 la durata massima del titolo era fissata a 20 anni dalla data di sottoscrizione, e sono stati istituiti i buoni in forma dematerializzata.

Nel caso invece in cui parliamo di Buoni Fruttiferi Postali ordinari tenete presente che stiamo parlando di investimenti che offrono rendimenti fissi e crescenti nel tempo; questi possono essere anche sottoscritti, sia in forma cartaceo con un importo minimo di 50 euro, sia in forma dematerializzata, per un importo minimo di 250 euro.

Attenzione, perché se rimborsati prima che siano trascorsi 12 mesi dalla sottoscrizione, i BFP non corrispondono interessi. In questo caso, il valore del rimborso, non sarà altro se non pari al valore nominale sottoscritto al netto di eventuali oneri fiscali.

Buoni fruttiferi postali per minori

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La Cassa Depositi e Prestiti e le Poste Italiane, hanno pensato ad un nuovo prodotto tagliato appositamente per i minori di 18 anni. Questa tipologia di buono è presente sul mercato già dal luglio 2006.

La caratteristica di questo particolare tipo di buono è che possono essere sottoscritti solo in forma cartacea e per un importo minimo di 50 euro. La loro scadenza è fissata al 18esimo anno del titolare. Quindi, hanno una durata variabile che ha un massimo di 18 anni nel caso in cui sono stipulati alla nascita fino a 2 anni prima del compimento dei 18 anni e che quindi variano in base all’età del minore all’atto della sottoscrizione.

Lo strumento, è intestabile solo a minori ma se hanno un’età inferiore ai 16 anni. Questi buoni fruttiferi postali, offrono un rendimento maggiore rispetto a quello dei buoni ordinari emessi nello stesso periodo. Attenzione, perché questi non corrispondono interessi nel caso si tratta di rimborsi avvenuti prima dei 18 mesi dalla sottoscrizione.

Attenzione: 

Questo buono non è rimborsabile al titolare se non prima che questo compia i 18 anni, tranne casi particolari e  che sono stati stabiliti dal Giudice Tutelare.

Come impostare un piano di risparmio con i buoni fruttiferi postali per i minori

L’emittente e il collocatore hanno costruito, un programma adatto ala particolare situazione. Questa situazione è particolarmente studiata per chi vuole investire in questo particolare buono.

Infatti, il particolare programma che è collegato ai buoni postali prende il nome di Piccoli e Buoni. Questo altro non è che un Piano di Risparmio, dedicato ai giovani tra 0 e 16 anni, e che prevede una sottoscrizione periodica per i Buoni Fruttiferi Postali. Anche in questo caso, ricordiamo che la scadenza è fissata al 18esimo anno di età del ragazzo.

Il programma di investimento, non prevede spese e commissioni. Al fine di accedere però a tale programma di investimento è obbligatorio essere titolare di un Libretto postale o di un conto corrente BancoPosta, sul quale verranno addebitate le somme per l’acquisto periodico dei Buoni dedicati ai Minori.

Notate bene che la cosa non è semplice come molti vogliono farvi credere. Infatti, il problema maggiore sarà il fatto che il minore beneficiario del programma deve essere a anche lui intestatario di un Libretto speciale per minori, su cui alla fine verranno accreditate le somme.

Come detto prima, il piano prevede un capitale minimo di versamento pari a 200 euro e una sottoscrizione minima di buoni da 50 euro, come soglia minima delle “rate” periodiche successive.

La periodicità della “rata” può avere una scadenza mensile, trimestrale, semestrale, annuale.

Solo al compimento del 18° anno del beneficiario, l’importo dei Buoni via via sottoscritti, maggiorato degli interessi maturati nel tempo, verrà automaticamente accreditato sul Libretto del beneficiario.

Tassazione

I BFP sono soggetti a tassazione secondo quanto previsto e alla quale è applicata un’imposta sostitutiva del 12,5% e sono assoggettati ad imposta di bollo.

Notate bene che dall’imposta di bollo, invece, sono esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore ai 5.000 euro.

Trattamenti fiscali per le emissioni passate

  • buoni emessi fino al 20 settembre 1986: esenti da ritenuta fiscale;
  • buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987: ritenuta fiscale del 6,25%;
  • buoni emessi dall’1 settembre 1987 al 23 giugno 1997: ritenuta fiscale del 12,50%.

Buoni fruttiferi postali al momento sospesi

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Sono tantissimi i tipi di Buoni Fruttiferi Postali per cui è stato sospeso il collocamento sospeso. Nella maggior parte dei casi, però questi sono ancora nel portafoglio degli investitori.

Tra i BPF momentaneamente sospesi e che non possono essere emessi, abbiamo:

  • BFP Renditalia, il quale altro non è se non un buono a tasso variabile indicizzato al BOT semestrale. Questo non è oggi più sottoscrivibile in quanto è stato bloccato a partire dal 10 giugno 2014.
  • BFP a 18 mesi, questo buono è stato sottoscritto con un tasso fisso della durata di un 1.5 anni e che oggi quindi non è più sottoscrivibile. Infatti il suo termine è stato fissato al 10 agosto 2015. Il rimborso poteva avvenire solo anticipatamente con il diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi ma solo fino al momento maturato dalla sottoscrizione e solo se era trascorso un periodo minimo di 6 mesi.
  • BFP a 18 mesi Plus. Anche questo buono ormai non più in commercio, era un buono con un tasso fisso della durata di un anno e mezzo e che oggi non è più sottoscrivibile. La sua scadenza è datata al 10 luglio 2013. La differenza  rispetto al precedente e che corrisponde l’interesse alla maturazione solo se portato fino alla scadenza.
  • Buoni Fruttiferi Postali Logo CDPBFP a 2 anni Plus, questo buono è a tasso fisso con una durata massima di 2 anni. Anche questo è ormai decaduto dal 10 luglio 2013, e non corrisponde interessi se il suo rimborso avviene prima della scadenza.
  • BFP a 3 anni. Altro non è se non un buono con un tasso fisso della durata di 3 anni. Purtroppo non sottoscrivibile a partire dal 18 gennaio 2016 e il quale poteva essere rimborsato anticipatamente con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi maturati negli anni conclusi precedenti.
  • BFP a 3 anni Plus, buono per il quale è corrisposto un tasso fisso della durata massima di 3 anni e che non è più sottoscrivibile a partire dal 1° febbraio 2013. Questo non corrispondeva interessi nel caso in cui il rimborso avviene prima della scadenza.
  • BFP a 3 anni Fedeltà, anche questo come per altri, veniva corrisposto un buono con un tasso fisso ma che ha una durata massima di 3 anni e che non lo si può più sottoscrivere dal 10 marzo 2014 il quale però riconosceva un rendimento maggiore solo nel caso in cui il sottoscrittore avesse rimborsato buoni fruttiferi postali scaduti.
  • BFP Impresa, avevano una durata massima di 20 mesi e che non è più sottoscrivibile a partire dal 20 aprile 2015. Questo riconosceva ogni 2 mesi, un rendimento crescente nel tempo premiando anche chi sceglieva di restare nell’investimento fino alla data di scadenza.
  • BFP Risparmi Nuovi, corrispondeva ad un buono a tasso fisso che prevedeva una durata massima di 3 anni e che oggi non lo si può più sottoscrivere inquanto la sua sottoscrizione è decaduta dal 10 marzo 2014. Era dedicato a chi sottoscriveva un buono utilizzando somme di nuova liquidità.
  • BFP 7 insieme: Meglio degli altri, era un  un buono a tasso fisso con una durata massima di 7 anni, e che non è più sottoscrivibile a partire dal 10 giugno 2014. Notate che per questo buono, veniva restituito ogni anno una quota fissa del capitale sottoscritto + gli interessi maturati ma solo se mantenuto fino alla scadenza del settimo anno.
  • BFP 3×4, rappresenta un buono a tasso fisso della durata massima di 12 anni, e che non è più sottoscrivibile a partire dall’11 gennaio 2016. Questo buono ha riconosciuto fino alla data della scadenza, ogni 3 anni gli interessi maturati. In questo caso, il titolare aveva la possibilità di  rivedere ogni 3 anni il proprio orizzonte temporale e ridefinire anche la durata del proprio investimento.
  • BFP 3×4 Fedeltà, buono a tasso fisso, che non è più sottoscrivibile dal 29 marzo 2016 e che a differenza della sua versione base riconosceva un rendimento premiale per chi portava al rimborso obbligazioni ma solo se collocate esclusivamente da Poste Italiane o buoni fruttiferi postali scaduti e non prescritti. Questi strumenti avevano una durata massima di 12 anni.
  • BFP 3×4 Risparmi Nuovi, rappresenta un buono a tasso fisso, ma che non è più sottoscrivibile dal 28 febbraio 2015 e che riconosceva un rendimento premiale per chi portava nuova liquidità.Anche in questo caso, la scadenza massima era di 12 anni.
  • BFP 4×4, altro non è se non un buono a tasso fisso, ma che non è più sottoscrivibile a partire dall’11 gennaio 2016. Questa tipologia di strumento riconosceva ogni 4 anni gli interessi maturati in questo frangente.
  • BFP 4×4 Fedeltà, erano dei buono a tasso fisso, che sono terminati l’11 gennaio 2016 e che riconoscevano un rendimento a rimborso di obbligazioni che erano collocate in esclusiva da Poste Italiane o da buoni fruttiferi postali scaduti e non prescritti. Questi strumenti avevano una durata massima di 16 anni.
  • BFP 4×4 Risparmi Nuovi, anche questi non più esistenti dalla stessa data del precedente anche se erano dei buoni con tasso fisso e che riconosceva un rendimento premiale per chi portava nuova liquidità. Anche questo come il recedente aveva una durata massima di 16 anni.
  • BFP indicizzati all’inflazione italiana, altro non erano se non dei buoni a tasso fisso alla quale si aggiungeva una componente indicizzata inerente all’incremento del tasso dei prezzi al consumo. Notate che l’indicizzazione si applicava sia al capitale che parte di rendimento. Avevano una durata massima di 10 anni e non sono più sottoscrivibili dal 18 febbraio 2016. Non corrispondevano interessi se ritirati prima che fossero trascorsi almeno 18 mesi dalla sottoscrizione.
  • BFP indicizzati a scadenza, sono dei buoni della durata massima di 5 anni ma che oggi non sono più sottoscrivibili inquanto sono scaduti il 1° giugno 2012. Questi al tempo offrivano un rendimento fisso + una quota variabile, alla scadenza, indicizzata alle performance dell’EuroStoxx50, che altro non è se non il paniere dei primi 50 titoli azionari europei. Notate bene che questi non corrispondevano interessi nel caso fosse avvenuto il ritiro prima che fossero trascorsi almeno 18 mesi dalla sottoscrizione.
  • BFP Premia, rappresenta un buono con una durata massima di 7 anni anche se non più sottoscrivibile dal 1° giugno 2012, il quale prevedeva un rendimento fisso garantito e la possibilità di conseguire premi annuali al compimento degli anni di investimento, dal secondo al settimo. Anche in questo caso, i premi maturavano solo se l’indice EuroStoxx50 si apprezza in misura pari o superiore alle percentuali definite. Non corrispondevano invece interessi se ritirati prima che fossero trascorsi 24 mesi dalla sottoscrizione.
  • BFP Europa, infine , l’ultima tipologia di buoni fruttiferi, non più presente in commercio in quanto la sua emissione ha avuto durata breve dal 10 giugno 2013 al 29 marzo 2016 (4 anni). essi offrivano rendimenti fissi costanti ed un premio variabile alla scadenza parametrato alla performance dell‘indice EuroStoxx50. Anche in questo caso, però non venivano corrisposti interessi nel caso di un rimborso prima dei 12 mesi dalla sottoscrizione.

Meglio il trading con i CFD su azioni Poste italiane o i BFP?

Infine, l’ultimo argomento che tratteremo è la differenza che intercorre tra gli investimenti nei buoni fruttiferi postali ed il trading con i CFD su azioni Poste Italiane. Come avete potuto notare da questo approfondimento, i buoni fruttiferi postali, sono meglio consigliati per coloro che vogliono fare un investimento a lungo termine e che si accontentano di un discreto guadagno. Per tutti coloro che invece vogliono ottenere un rendimento nel medio e breve periodo, è meglio consigliato il trading online.

Notate bene che a differenza di quello che vogliono farvi credere, tutti gli investimenti, sono di per se rischiosi, anche se i buoni fruttiferi postali lo sono di meno ma come è giusto che sia i rendimenti sono ridotti al massimo.

Meglio quindi ottenere dei rendimenti maggiori anche se con qualche rischio in più. Il trading online è pericoloso ma se si approfondisce in maniera esaustiva, con approfondimenti e webinar offerti dal broker prescelto e se si seguono tutti gli accorgimenti del caso, è possibile anche ottenere li stessi rendimenti dei buoni fruttiferi postali in tempi ridotti.

Grazie alla preparazione che il broker vi offre, potrete iniziare ad affrontare i mercati con maggior sicurezza. Inoltre tutti i broker da noi consigliati, sono regolamentati e per questo vi garantiscono il capitale investito anche perchè detenuto in conti separati rispetto a quelli del broker. Quindi anche in caso di fallimento, il vostro capitale è garantito.

Inoltre, i broker offrono la possibilità del conto demo,. grazie al quale potrete non solo testare le migliori strategie di investimento, ma anche testare la piattaforma e comprendere, senza che spendiate un soldo se gli investenti fanno al caso vostro o meno.

Non vi resta che scegliere un broker tra quelli di seguito riportati e iniziare a fare trading  con i CFD su azioni Poste italiane, ma anche su altri beni con il conto demo.

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Tommaso Piccinni

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