Pensione integrativa: conviene o no investire con i fondi pensione? Guida completa

Se il vostro dubbio è capire se oggi conviene o no la pensione integrativa, allora vi consigliamo di leggere questo post. Potrete trovare tutte le informazioni inerenti alla pensione integrativa Inps e non solo considerando anche tutti i rischi e i vantaggi dei fondi pensione e dei Piani Individuali Pensionistici ad essi collegati. Per tutte le altre informazioni utili, potrete consultare l’intera sezione dedicata alla Riforma pensioni.

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Pensione integrativa, conviene o non conviene?

Tanti cittadini Italiani si stanno chiedendo se conviene crearsi una pensione integrativa o no. Per rispondere a questa domanda molte volte ricercano informazioni, opinioni e consigli sulla previdenza complementare.

Purtroppo non si tratta di sfiducia nei confronti dell’Inps, ma a causa della crisi del sistema pensionistico italiano (per altro ben visibile a tutti) nei prossimi anni si potrebbe avere un assegno pensionistico di poco superiori al 50% delle retribuzioni che si ricevono oggi.

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>>Per maggiori informazioni sul calcolo della pensione, consigliamo anche la lettura di: Simulatore calcolo pensione

Sulla base di questo, oggi si rende necessario costituirsi una rendita ulteriore; è possibile investire in un fondo pensione privato o in un altro investimento redditizio, come ad esempio il mattone (anche se a dire il vero oggi è un settore in profonda crisi) o in alternativa è possibile anche investire i propri soldi nel trading online o nei mercati finanziari.

In alternativa a tutte queste proposte, è sempre possibile investire i propri risparmi progressivamente con il fine ultimo di crearsi un cuscinetto a cui attingere una volta che avremo smesso di lavorare. Ovviamente la pensione integrativa comporta sempre vantaggi e svantaggi, come anche tutti i tipi di investimento.

Il punto principale è dunque capire se la pensione integrativa conviene o meno. Oggi è possibile avere una deduzione della pensione integrativa integralmente dal reddito i versamenti fino a 5164 €; ma domani? E soprattutto chi ci assicura che il sistema bancario non fallisca, facendo trascinare nel baratro il nostro fondo pensione?

Sulla base di questo, molti risparmiatori si stanno chiedendo fino a che punto convenga oggi investire in fondi pensioni e se non sia meglio investire in altri settori, magari meno pericolosi.

Pensione integrativa: come funziona?

La pensione integrativa viene ormai vista sempre più come un’esigenza per tantissimi cittadini italiani, visto e considerato che oramai la normale pensione contributiva non è più sufficiente.

Purtroppo incidono notevolmente sull’assegno pensionistico i tassi di disoccupazione record ed il PIL che non accenna a migliorare, alla quale si aggiunge anche il problema INPS che purtroppo non riesce più a far fronte alle tante richieste da parte dei cittadini e quindi i cittadini nutrono nei confronti dell’ente sempre una maggiore sfiducia.

Aderire ad un fondo pensione, consigliato sopratutto per i + giovani, è ormai se non un obbligo un passo da compiere nel medio e breve periodo, visto e considerato che i contributi richiesti per la pensione potrebbero anche non essere raggiunti mai.

Purtroppo a seguito della riforma Fornero, non è difficile che i contribuenti riceveranno un assegno previdenziale basato su un calcolo esclusivamente contributivo con un assegno massimo mensile nettamente inferiore di circa il 50-60% rispetto allo stipendio medio mensile percepito negli anni di lavoro.

Ecco perché oggi riteniamo che investire nella previdenza complementare ed integrativa sia divenuta sempre + un’esigenza importante non solo per i lavoratori, ma anche per l’INPS stesso.

Il lavoratore oggi deve anche considerare il vantaggio fiscale inerente alla pensione integrativa, ovvero la possibilità di dedurre dall’imponibile i contributi versati. In questo modo è possibile risparmiare qualcosa e non dover spendere il proprio stipendio in contributi e tasse.

Pensione integrativa e deducibilità: perché conviene sceglierla?

Sulla base di quelle che fino ad oggi sono state le cause che hanno fatto scaturire una riforma sulle pensionii contribuenti si ritrovano a fare i conti con le aspettative future di vita e di pensionamento reale, in base anche ai contributi versati e all’importo dell’assegno che verrà erogato dall’Inps.

Il problema coinvolge sopratutto i giovani,  i quali potrebbero giocare d’anticipo con un fondo pensione integrativo conveniente e magari sperare di avere un assegno pensionistico più alto grazie all’investimento personale derivante dalla previdenza complementare.

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Secondo quanto stabilito oggi, i soggetti che hanno un’età compresa tra i 18 e i 55 anni potranno andare in pensione a circa 70 anni con un assegno pensionistico poco più alta alla retribuzione mensile attuale.

L’obiettivo che oggi si pone la pensione integrativa è quella di permettere agli Italiani, di avere una rendita mensile più alta per quando avrà smesso di lavorare. Inoltre investire oggi in un fondo pensione può essere conveniente inquanto oggi è possibile dedurre la pensione integrativa fino ad un massimo di 5.264 €.

Pensione integrativa: cosa fare?

Non è difficile oggi pensare ad una pensione integrativa come la strada + conveniente per i giovani. Purtroppo la mancanza di tempo nell’effettuare le ricerche, il coraggio o semplicemente le poche risorse disponibili non permettono uno studio accurato dell’investimento.

Ecco perché di seguito abbiamo voluto raggruppare alcuni punti fondamentali che possano essere d’aiuto per tutti gli investitori a crearsi la propria pensione integrativa, che ripetiamo oggi giorno è divenuta un’esigenza importante per coloro che hanno vissuto tantissimi anni di precariato o che non hanno iniziato a lavorare fin dalla giovane età.

Pensione integrativa: 5 passi importanti

  1. per prima cosa si deve verificare l’importo della contribuzione sul quale si potrà fare affidamento e calcolare sulla base di questo la propria pensione futura.
  2. A questo punto, una volta che è stato possibile calcolare il proprio assegno pensionistico, sarà necessario fissare un obiettivo di rendita anche al proprio fondo pensione.
  3. Molto importante è anche saper in anticipo quanta parte del proprio stipendio è possibile destinare al fondo, o se nel caso anche quanta parte del proprio TFR destinare.
  4. Dovremo anche scegliere il tipo di investimento che si vuole effettuare, se si vuole investire nel mercato azionario o nel mercato obbligazionario con il proprio fondo e valutare le variabili di lungo termine.
  5. Infine, molto importante è tenere in considerazione la forma di liquidazione che si vuole al raggiungimento dei requisiti. In questo senso il contribuente deve scegliere se vuole una rendita vitalizia o di durata certa; in questo caso l’erogazione sarà ripartita in uno specifico numero di anni.

Pensione integrativa o pensione di base? Differenze

La differenza sostanziale tra pensione integrativapensione di base verte sul fatto che quest’ultima è opzionale e non obbligatoria. La pensione integrativa ha come scopo quello di integrare l’assegno pensionistico di base e non è obbligatorio.

Diventa invece obbligatorio il versamento dei contributi al fine di ricevere la pensione base, ovvero quella inerente ai versamenti contributivi dell’INPS.

Infine definiamo la pensione integrativa come un modo alternativo per avere una maggiore garanzia ed un maggior reddito da da spendere quando non si è più in grado di lavorare.

Pensione integrativa e fondo pensione: 3 possibili scelte per il lavoratore

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Quando ci si accinge a scegliere un fondo per crearsi una pensione integrativa bisogna soffermarci sul tipo di fondo che ci viene offerto. Oggi infatti, esistono delle differenze tra i tanti tipi di fondo che ci vengono proposti. Di seguito cercheremo di spiegarvi quelle che sono le soluzioni migliori, per la vostra pensione integrativa. Al momento dobbiamo fare una distinzione tra:

  • fondi pensione aperti, ovvero fondi creati e gestiti da società private che possono essere banche, società di gestione del risparmio o assicurazioni, e che sono destinati a tutti i lavoratori e a tutti i soggetti che non svolgono attività lavorativa. Ricordiamo che in questo caso è possibile aderire a fondi pensione aperti individuali o collettivi;
  • fondi pensione chiusi o negoziali, ovvero una tipologia di fondo basato su di un accordo tra organizzazioni imprenditoriali e sindacali e legate a determinate categorie di lavoratori dipendenti o autonomi. Possono accedere però a questo fondo solo e soltanto i lavoratori della categoria coinvolta;
  • piano individuali pensionistici (PIP), ovvero un piano di previdenza individuale strutturati sulla base di polizze assicurative sulla vita e che hanno un costo maggiore non perché abbiano garanzie aggiuntive, ma perché prevedono la remunerazione dei venditori di questi strumenti.

Pensione integrativa conviene o no? Differenze tra fondi pensione e PIP

Da quanto fin qui detto, possiamo affermare che è molto importante quando parliamo di fondi pensione o di previdenza complementare tenere in mente la distinzione tra fondi pensione aperti, chiusi e piani individuali pensionistici.

Va anche precisato che secondo quanto previsto dalla normativa, i fondi pensioni devono in ogni caso prevedere un comparto che abbia almeno la garanzia del capitale versato, e poi i fondi pensione basati su di un piano individuale pensionistico possono accettare solo e soltanto adesioni individuali.

Nel caso contrario, invece, i fondi pensione possono avere adesioni collettive, con il contributo da parte del datore di lavoro il quale può essere previsto secondo quanto stabilito dagli accordi sindacali.

Vantaggi dei fondi pensione (pensione integrativa)

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  • è possibile dedurre fiscalmente in dichiarazione dei redditi fino a 5.164 € dai redditi dichiarati;
  • non si è obbligati a versare solo TFR ma è possibile anche scegliere di versare sul fondo PIP spontaneamente scegliendo quanto e quando versare il proprio denaro;
  • al momento vi è un’aliquota fiscale agevolata, per tutti i fondi aperti per un minimo di 15 anni; per tanto le tasse da pagare in merito alla liquidazione sono pari al 15%.
  • Per i fondi pensione che hanno una durata superiore ai 15 anni, lo stato riconosce un calo dell’aliquota dello 0.3% all’anno fino a raggiungere un minimo del 9%.

Tenete presente che il risparmio fiscale è compreso tra un minimo di 1180 € e 2200 €. Quest può solo variare in diminuzione solo in caso di versamento inferiore, anche perché il versamento è libero e non vi è obbligo di un premio fisso.

Svantaggi dei fondi pensione (pensione integrativa)

  • l’investimento è a rischio poiché il valore dei titoli può variare da un momento all’altro comportando delle perdite anche superiori ai guadagni,
  • sottoscrivendo un piano pensionistico individuale, si deve pagare il tasso di rendimento garantito al’intermediario, in aggiunta a tutti gli altri costi al fondo stesso legato, presente sull’informativa piano di costi previsti; in questo caso si deve prestare massima attenzione a:
    • costi di gestione;
    • costi di ingresso e di uscita;
    • costi di frazionamento, ecc.
  • i fondi pensione sono rigidi, ovvero una volta versati i soldi, è difficile che possano essere prelevati prima della scadenza del termine. Su questo le compagnie non ammettono e non concedono proroghe neanche nei casi più gravi.

Infine, per non rischiare di perdere completamente i propri soldi, consigliamo sempre di scegliere profili di investimento che acquistano titoli di stato o obbligazioni. Anche se il rendimento è più basso non si è soggetti a rischio come invece avviene per esempio per azioni.

Scegliendo infatti questa forma di pensione integrativa, consigliamo di aprire un fondo in un’età giovane per poi, ritirare ad età pensionabile una rendita mensile complementare che si va ad aggiungere all’assegno erogato dall’Inps. Tenete presente che è possibile ritirare anche in un’unica  soluzione il 50% del capitale versato e ricevere il restante poi sotto forma di rendita vitalizia.

Quando è possibile prelevare i soldi del fondo pensione?

Per sua natura, il fondo pensione non permette il prelevamento dei soldi se non alla scadenza o per altre cause medio gravi, di seguito elencate:

  • importo non superiore al 75% del totale ma solo per spese mediche relative a malattie gravi o che comportano interventi straordinari e che riguardano il titolare del fondo pensione o un familiare stretto come coniuge o figlio;
  • è possibile prelevare il fondo dopo 8 anni di permanenza, per una cifra non superiore al 75 % ma solo per acquisto di prima casa per se o per i propri figli;
  • importo non superiore al 75% di quello versato sul fondo solo in caso di ristrutturazione sulla prima casa;
  • dopo 8 anni è possibile prelevare fino al 30% per tutte le altre spese ritenute non gravi;
  • riscatto totale delle somme versate e chiusura della posizione solo in caso di inoccupazione superiore a 48 mesi;
  • sopravvenuta invalidità permanente che riduce la capacità lavorativa del contribuente;
  • possibilità di prelevare il fondo ridotto del 30% da parte dei superstiti in caso di morte del contribuente.

Pensione integrativa opinioni conclusive

Sulla base di quanto fin qui detto, bisogna anche valutare l’effettiva convenienza della pensione integrativa. Infatti per ogni soggetto, vi sono differenti profili di rischio, determinate idee e sopratutto la voglia o meno di rischiare. Per tanto, sulla base di quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi fin qui riportati, vi possiamo dire solo che la valutazione conclusiva se investire in un fondo pensione o se investire con un altro strumento, come ad esempio il trading online, o gli investimenti in borsa, spetta solo e soltanto a voi.

Prima di investire con qualsiasi strumento, vi consigliamo di valutare bene il caso, acquisendo una grossa mole di informazioni e soprattutto cercare di capire quanto si è disposti ad investire. In linea di massima, noi riteniamo utile sempre diversificare gli investimenti, non puntando solo sul fondo pensioni. A tale proposito, consigliamo di approfondire l’argomento su come e dove investire oggi.

Se invece volete investire i vostri soldi, oltre ché su fondi pensione anche nel trading online, consigliamo di utilizzare uno dei broker regolamentato di seguito riportati e di approfondire l’argomento sul trading online con le guide presenti nel nostro blog.

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Tommaso Piccinni

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