Definizione di azione

L’azione si può definire come un titolo che rappresenta una quota della proprietà  di una società  . Se si possiede almeno un’azione si può dire di essere soci di una società  per azioni.
Secondo il codice civile alcuni tipi di società  possono emettere azioni mentre per altri casi ci può essere la scelta di rappresentare la proprietà  con azioni o quote azionarie.
Naturalmente quando si opta per la scelta di azioni risulta più facile lo scambio delle stesse nel mercato azionario. All’interno delle diverse tipologie di azioni che si possono emettere vi deve essere una uniformità  di diritti e di azioni per ogni categoria.

Le azioni ordinarie forniscono a chi le possiede dei diritti amministrativi, misti e patrimoniali, tra i quali c’è il diritto a partecipare alle assemblee ordinaria e straordinaria a cui si aggiunge il diritto al riparto degli utili e ad avere una quota di liquidazione nel caso la società  venga sciolta.
a seconda che si abbiano azioni privilegiate, di godimento e di risparmio, vengono attribuiti diversi diritti rispetto alle azioni ordinarie. Si definisce capitalizzazione il valore complessivo totale della azioni di una società .

Per calcolare il rendimento di una azione bisogna considerare l’incremento (o decremento) del valore dell’azione in un dato periodo a cui vanno poi aggiunti i dividendi pagati nello stesso periodo. Considerando P1 come il valore di vendita di un’azione, P0 il prezzo di acquisto (P1 significa prezzo al momento 1 e P0 prezzo al momento 0) e rappresentando con D il dividendo complessivamente pagato dall’azione tra i due momenti 0 e 1, possiamo calcolare il rendimento percentuale in questo modo.


Si possono dividere gli investitori in due categorie, a seconda che siano più interessati all’una o all’altra variabile identifichiamo gli azionisti cassettisti e gli azionisti speculatori:

i primi sono quelli che tendono a tenere le stesse azioni nel portafoglio per periodi lunghi, generalmente sono questi interessati al diritto di voto e quindi cercano di prevedere l’entità  dei futuri dividendi.
Mentre al contrario dei primi, gli speculatori, non sono per nulla interessati ai diritti amministrativi e tengono le azioni in portafoglio per periodi di tempo molto brevi, nell’attesa della salita del prezzo che gli permetta di realizzare una plusvalenza. Per questo il loro interesse principale si concentra sull’effettivo prezzo dell’azione.

Azioni ordinarie
Non rientrano nelle seguenti categorie. Danno diritti patrimoniali come il diritto al dividendo, diritto al rimborso del capitale per scioglimento della società  oppure il diritto di opzione se c’è un aumento di capitale; inoltre assegnano diritti amministrativi come quello tipico di voto per l’ assemblea ordinaria e straordinaria .

Azioni privilegiate
Sono azioni nominative che permettono all’azionista di avere la prelazione nel riparto degli utili e nel rimborso del capitale quando c’è lo scioglimento della società . Chi ha azioni privilegiate ha però diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie.

Azioni di risparmio
Chi possiede le azioni di risparmio non avrà  il diritto di voto nell’assemblea ma avrà  dalla società  una distribuzione del dividendo privilegiata infatti la società  dovrà  dargli un dividendo pari ad almeno il 5% del valore dell’ azione nominale stessa.

Questa è la tipologia di azione solitamente destinata al piccolo risparmiatore che cerca quindi prevalentemente il rendimento dell’investimento ed è meno interessato al diritto di voto. Le azioni di risparmio sono state istituite dalla Consob in Italia con la legge 7 giugno 1974 n. 216.

Azioni a voto limitato
Vengono ulteriormente divise in altre tipologie di azioni:

1) Azioni senza diritto di voto; 2) Azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di condizioni non meramente potestative; 3) Azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti. Tutte sono caratterizzate da una limitazione del diritto di voto rispetto alle ordinarie.

Secondo quanto è previsto dall’art. 145 comma 1 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, se derivano da società  quotate in borsa, vengono ad assumere la veste di azioni privilegiate. Se invece vengono emesse da società  che non sono quotate in borsa, il diritto di voto può essere limitato anche se non vi è una concessione di privilegio patrimoniale.

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