Tassi più alti per gli immigrati e meno credito alle imprese


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Con l’inasprirsi della crisi, le banche intervistate hanno generalmente ammesso un irrigidimento delle condizioni applicate per erogare i prestiti alle imprese nel loro complesso, negli ultimi mesi del 2008. Tendenza, questa, che si è poi leggermente accentuata nel primo trimestre del 2009. Tra i diversi settori, le costruzioni sono il comparto in cui il grado di restrizione è risultato circa doppio rispetto agli altri. Con la maggiore selettività delle banche che ha riguardato in primo luogo le imprese dell’industria e delle costruzioni del Centro-Nord. Nel primo trimestre del 2009, inoltre, c’è stato un ulteriore inasprimento delle condizioni applicate dalle banche.

E’ normale, dunque, che la crisi economica ha portato a diverse conseguenze. Le banche irrigidiscono i criteri attraverso i quali concedono il credito. C’è da considerare altresì che gli imprenditori immigrati si vedono applicare dei tassi mediamente più alti di oltre mezzo punto percentuali rispetto ai colleghi italiani.

Le richieste di finanziamento da parte delle imprese hanno mostrato una crescita prossima allo zero nel quarto trimestre del 2008 e una modesta flessione nei primi tre mesi del 2009, diffusa a tutti i principali settori. Nel complesso, secondo Bankitalia, le richieste di finanziamento sono cresciute più nel Mezzogiorno che al Centro-Nord. È stata in particolare quest’ultima area, e soprattutto il Nord Est, a mostrare condizioni di particolare debolezza della domanda.

Le note più dolenti arrivano comunque per gli extracomunitari. Secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, infatti, nel loro caso, a parità di caratteristiche dell’impresa e dell’imprenditore, il costo del credito è superiore di circa 60 punti base a quello per le ditte costituite in Italia.

Domenico Musicò

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