Mezza Europa in crisi, l’Italia sembra salvarsi




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Dopo la Grecia ed il Portogallo è stata la volta della Spagna; la nazione si è vista abbassare, dall’agenzia Standard & Poor’s, il merito creditizio da AA+ ad AA, il downgrade spagnolo si basa sulle previsioni macroeconomiche nel medio e lungo periodo: «Crediamo che la stagnazione in cui si trova l’economia spagnola - si legge nel documento pubblicato da Standard S Poor’s - durerà più di quanto avevamo previsto in precedenza».

Mentre diversi stati europei sono a rischio fallimento, la preoccupazione di molti corre alla situazione creditizia italiana, ma Brian Coulton, responsabile del rating sovrano ialiano di Fitch Ratings dichiara a Radiocor: «L’Italia non si è trovata in prima linea nella crisi bancaria e nella recessione globale e non lo è neanche nei recenti problemi che riguardano il debito sovrano dell’Eurozona. Questa valutazione - precisa - riflette in parte i bassi livelli di indebitamento del settore privato, la mancanza di casi di salvataggio bancario e il ridotto deficit corrente. Anche grazie a una politica fiscale responsabile - continua Coulton - con la decisione di non impegnarsi in stimoli fiscali discrezionali nel 2009, il deficit pubblico italiano si è attestato nel 2009 al 5,3%, molto meno di Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna. Di conseguenza, i problemi per la stabilizzazione del rapporto debito/pil nella fase di ripresa sono molto minori per l’Italia. Detto questo, continua Coulton, i ratio debitori «sono elevati e la performance di lungo termine a livello di crescita e competitività è stata debole». Per questo, l’Italia «dovrà» far ripartire i piani di consolidamento di medio termine messi a punto prima della recessione globale.

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Un Commento in “Mezza Europa in crisi, l’Italia sembra salvarsi”

  • Il problema per il nostro paese non è tanto la recente crisi finanziaria, in quanto la responsabile accortezza dei nostri istituti di credito ha evitato il loro coinvolgimento, ma l’Italia era in crisi di crescita già da prima, incapace di produrre reddito e quindi ricchezza. La produzine industriale è ai minimi storici e mancano completamente investimenti produttivi dall’estero, anzi sono i nostri industriali a trovare conveniente delocalizzare la produzione. Quindi fi tanto che non daremo avvio e compimento alle riforme necessarie per rendere la macchina efficiente ritengo che l’attuale crisi sia soltanto un alibi per giustificare lo stato di difficoltà nel quale ci troviamo da tempo.

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