Influenza suina: settore in crisi ma niente benzina sul fuoco


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Centotre morti e 1400 malati in Messico, venti casi di contagio negli Stati Uniti, 19 persone sotto osservazione in Spagna - un caso ufficializzato - 4 in Francia, 5 in Svizzera e due in Scozia. Sono questi i dati che emergono dal caso dell’influenza suina.

A differenza degli altri eclatanti casi (mucca pazza e aviaria in primis), è stato accertato che la trasmissione dell’epidemia avviene attraverso il contagio uomo-uomo e non consumando le carni. Nonostante la solita psicosi sia già dietro l’angolo, si sta cercando di fare il possibile per evitare inutili allarmismi utili solo a danneggiare oltremodo il settore, che ha perso 3 miliardi durante gli scandali alimentari indicati sopra.

Inoltre, viene sottolineato che la produzione made in Italy è assolutamente sicura e non esiste alcun tipo di pericolo, come ha spiegato il vicepresidente di Assocarni Luigi Scordamaglia.

La Coldiretti ha confermato tutto dichiarando che “L’unico vero e proprio rischio per il nostro Paese in questo momento sono le paure ingiustificate che nel passato, per situazioni analoghe, hanno provocato senza ragione una psicosi nei consumi che è costata migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro al sistema produttivo, con perdite stimate di 2 miliardi per la mucca pazza (2001) e di mezzo miliardo per il pollame con l’aviaria (2005)”.

Domenico Musicò

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