Le materie prime brillano meno. Dopo un anno spedito, i prezzi dei metalli hanno chiuso il 2006 in tono minore. Sul comparto pesa l’andamento del rame, ai minimi delle ultime sette settimane, e la riduzione del giudizio di Credit Suisse sul settore dell’acciaio. Secondo la banca svizzera infatti, la sempre maggiore concorrenza dei produttori asiatici e il rallentamento del mercato americano rischiano di tradursi in una frenata della crescita per le aziende europee del comparto entro 3-6 mesi. Negli ultimi tempi sul metallo rosso è venuto meno l’interesse all’acquisto della speculazione, le cui posizioni nette a termine nelle Borse sono passate da una situazione neutra a una di acquisto a metà d’anno, fino a una prevalenza di vendite negli ultimi anni. Il rame sembra quindi rappresentare l’anello debole del listini londinesi. Il mutato atteggiamento della speculazione potrebbe essere attribuibile all’indebolimento dell’economia americana.E se il deprezzamento del rame affossa le Borse, cattive notizie anche dal mercato dell’oro. Il metallo giallo infatti sembra aver perso il suo smalto a dicembre, lasciando confusi analisti ed investitori, che prevedevano un 2007 in pole position per il metallo sui mercati delle materie prime. Il metallo ha chiuso l’anno a $636,70 l’oncia, lasciando sul terreno il 2,8 percento a dicembre sui mercati mondiali, quando secondo un sondaggio Bloomberg, oltre l’80 percento degli interpellati aveva invece pronosticato un mese brillante. Chi ha investito in oro avrebbe invece fatto meglio a puntare sull’azionario, visto che l’indice Morgan Stanley capital international world ha segnato un rialzo del 2 percento a dicembre.
“Sembra che l’oro abbia finito l’ossigeno,” commenta Ralph Preston, analista di settore presso Heritage West Financial inc., Società di brokeraggio di San Diego, California, che il 4 dicembre era rialzista sull’oro, ma risultò poi ribassista il 25 dicembre. “Non intendo dare segnali di comprare fino a quando (l’oro) non avrà chiaramente superato $665 in chiusura. Non vi è alcun motivo di guidare il mercato al rialzo in questo momento.” Sul metallo puntavano l’anno scorso coloro che cercavano un rifugio rispetto al calo del dollaro e alle preoccupazioni per il piano nucleare dell’Iran e della Corea del nord. Ma il rallentamento dell’inflazione Usa, il recupero del dollaro rispetto ai minimi toccati nei confronti dell’euro, e la forte ascesa dell’indice dow jones industrial average, che ha superato per la prima volta quota 12.500, Hanno, sul finire dell’anno, frustrato ogni aspettativa nei riguardi del metallo. “Siamo delusi dall’andamento dell’oro,” commenta C Christoph eibl, di Tiberius asset management ag a zug, svizzera, che ha liquidato parte dei $700 milioni investiti nel metallo. “Le argomentazioni puntavano a prezzi più alti per l’oro, ma non ha performato.”
Non brillerà chi il 1 dicembre fosse uscito da investimenti azionari per $1 milioni per acquistare il metallo prezioso avrebbe registrato una perdita di $37.000 Entro la fine del mese, in base all’andamento dell’indice msci world index e tenendo conto del calo nelle quotazioni dell’oro, rispetto ai $648 l’oncia di fine novembre. “Se si dovesse scegliere un’annata in cui l’oro tenderà a non brillare, fondamentalmente il 2007 sarebbe quella buona,” dice Brent r. Harris, di Pacific investment management co. A Newport beach, california con $60 miliardi investiti,compresi $13,4 miliardi gestiti dal commodity real return strategy fund . Tuttavia i più ottimisti non hanno mutato parere circa le prospettive dell’oro: sottolineano che il metallo ha guadagnato il 23 percento nell’intero 2006, superando alla grande il rialzo del 13,6 percento riportato dall’indice azionario standard & poor’s 500. I prezzi del metallo raggiungeranno $664 l’oncia quest’anno, secondo la previsione media di 39 tra analisti, operatori ed investitori interpellati da bloomberg new il 27 e 28 dicembre.
