Quando Mario Monti riceverà Bill Gates domani pomeriggio a Palazzo Chigi, potrebbe avere di fronte il prossimo presidente della Banca mondiale. E’ il nome di Bill Gates ad essere schizzato in vetta al toto-nomine per la guida della World Bank dopo l’annuncio di non ricandidatura dell’attuale presidente, Robert Zoellick.
Tocca all’Amministrazione Obama, in base alla tradizione, designare anche il prossimo presidente (Zoellick era stato insediato da George Bush). Il fondatore della Microsoft ha molte carte in regola. La più importante è la sua “seconda professione”.
Dopo avere lasciato le redini della Microsoft, l’uomo più ricco degli Stati Uniti si è reinventato una vocazione come imprenditore-filantropo, applicando i metodi del management più moderno per gestire con efficienza i fondi per la lotta alla malaria e altri progetti nei paesi poveri.
A favore di Gates gioca anche la sua evidente simpatia per Obama e l’inclinazione progressista: come Warren Buffett, anche il fondatore di Microsoft ha ripetutamente denunciato le diseguaglianze e appoggiato una tassazione redistributiva come quella proposta dalla Casa Bianca.
Il rivale più agguerrito nella corsa alla Banca Mondiale potrebbe essere un altro personaggio molto vicino ad Obama. Stiamo parlando di Hillary Clinton, attuale segretario di Stato. Alla Banca mondiale Hillary porterebbe una capacità politica indiscussa, oltre al suo formidabile network di relazioni. Sarebbe anche la prima donna a guidare questa istituzione, creando così una formidabile “coppia rosa” con la francese Christine Lagarde che dirige il Fmi.
Unico handicap: la scarsa dimestichezza della Clinton con la finanza. Resta poi da verificare se l’interessata abbia voglia di assumere un altro incarico a tempo pieno, dopo quattro anni di stress logorante, a girare per il mondo come segretario di Stato.

