Neanche la seconda potenza mondiale, la Cina, sarebbe immune dall’aggravarsi della crisi del debito in Europa; Pechino potrebbe arrivare a registrare una crescita di ‘soli’ 4 punti percentuali, contro le normali stime che variano dall’8 al 9%. E’ il parere espresso dal Fondo Monetario Internazionale.
“Nel caso che tale tipo di scenario pessimista dovesse divenire realtà, la Cina dovrebbe rispondere con un imponente piano di stimoli fiscali, attraverso la banca centrale e i vari governi locali”, si legge nel report.
Tra la misure proposte: taglio delle tasse sui consumi, sussidi ai consumatori, incentivi alle società per maggiori investimenti, supporto fiscale per le piccole e medie imprese e incentivi nell’immobiliare per ceti meno abbienti.
Tutte contromisure che potrebbero contribuire ad aumentare la crescita del Pil del 3%, e dunque a mitigare gli effetti negativi di un calo della produzione.
Con la minore domanda di beni di consumo nel mercato interno e nei mercati internazionali, gli economisti iniziano già a rivedere al ribasso le stime di crescita per il 2012, attorno all’8,4%, rispetto al 9,2% del 2011.

