Gli Stati Uniti non possono stare allegri: tra tre anni rischiano di diventare come l’Italia. E’ questo il monito lanciato da John Muldin, autore di bestsellers negli Stati Uniti ed autorevole consulente finanziario.
Cosa spinge Mauldin ad addentrarsi in una previsione così negativa? Il debito colossale americano. I rossi di bilancio del programma previdenziale e di assistenza sanitaria agli anziani si aggirano tra i 50 e gli 80 trilioni di dollari.
L’esperto insiste sulla necessità di agire subito per riportare il deficit sotto controllo – azione auspicata tra l’altro dallo stesso presidente della Fed Ben Bernanke nella sua recente audizione alla Commissione di Bilancio della Camera.
Se non ci sarà alcun intervento per migliorare la situazione nel 2013, allora già nel 2015 gli Stati Uniti verseranno nelle stesse condizioni in cui versa l’Italia, tra l’altro nel migliore dei casi. Nel peggiore dei casi, l’America diventerà invece la nuova Grecia (se le misure non saranno prese fino al 2017).
“La Grecia è il disastro che noi tutti conosciamo. L’Italia fa fronte a scelte molto difficili da prendere che implicano recessione e basso tasso di crescita, o default, alla fine”.
“Ma la situazione (Usa) è così grave? Direi di sì- continua Mauldin – Si tratta semplicemente di guardare la realtà economica. Un paese non può andare avanti per sempre con deficit che rappresentano l’8-10% del Pil (ed è questo il cammino in cui ci troviamo, sempre presupponendo che non ci sarà recessione nei prossimi dieci anni). Negli Stati Uniti, inoltre, supereremo presto il 100% del rapporto tra debito federale e Pil”.

