L’edilizia sostenibile è un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le città italiane. Buoni risultati sono anche prodotti dalla spinta alla certificazione energetica ed al miglioramento delle prestazioni che sono state indicate dall’Unione Europea. L’Unione Europea ha fissato gli obiettivi per gli Stati membri da realizzare entro il 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno della minore quantità di energia possibile per il riscaldamento ed il rinfrescamento e per l’impiego di fonti rinnovabili.
I Regolamenti Edilizi comunali sostenibili e le tante buone pratiche diffuse nelle città italiane dimostrano che gli obiettivi dell’Europa sono raggiungibili, oltre che essere molto utili per aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni.
Quale è la strada che il nostro Paese dovrà intraprendere nei prossimi anni per rispettare le Direttive europee in materia di efficienza energetica in edilizia? L’idea dell’Europa è di applicare a tutte le costruzioni, le classi di efficienza e risparmio, proprio come sono state applicate a gli eletrodomestici. L’Unione Europea ha fissato per il 2021 la scadenza per la Classe A per tutti i nuovi immobili. Solo le province autonome di Trento e Bolzano hanno stabilito che tutti i nuovi interventi sugli immobili devono far rientrare le costruzioni in classe B.
Nel frattempo bisognerà riqualificare energeticamente il patrimonio edilizio esistente. Questo capitolo sottintende anche una standardizzazione per le regole che riguardano l’accreditamento dei certificatori, ma anche per i controlli, e le sanzioni da parte delle Regioni, per dare certezze al sistema e garantire i cittadini.
