Europa, Stati Uniti ed Asia. Tutto il mondo è con il fiato sospeso in attesa di capire la fondatezza delle indiscrezioni, circolate nella giornata odierna, sulla situazione della Grecia.
Secondo questi rumors, i creditori privati potrebbero aver accettato una svalutazione dei titoli greci che detengono in portafoglio di oltre il 70%. Una fonte ha affermato anche che il tasso dei nuovi bond potrebbe essere compreso tra il 3,5% e il 4%, mentre il ripagamento del capitale avverrebbe tra 30 anni.
Se tutto questo fosse vero, la Grecia potrebbe ridurre il proprio debito di 100 miliardi di euro circa e ciò porterebbe Atene a ricevere il secondo piano di salvataggio, del valore di 130 miliardi di euro. E’ necessario tuttavia che l’accordo venga concluso e ufficializzato il prima possibile.
Il paese correrebbe infatti il rischio di far fronte a un default disordinato nel caso in cui non riuscisse a siglare un accordo entro il 20 marzo, data in cui dovrà ripagare bond per un valore di 14,5 miliardi di euro. Tale rimborso, infatti, non sarà possibile se Atene non riceverà finanziamenti aggiuntivi.

