La Bce potrebbe iniettare alle banche, il 29 febbraio, una cifra pari a 1.000 miliardi di euro per aiutarle a rafforzarsi dal punto di vista della liquidità. Sarebbe una resurrezione per l’intero settore degli istituti di credito.
Questa iniezione di liquidità porterebbe poi a raggiungere un altro obiettivo: consentire alle banche europee di acquistare titoli di Stato del proprio paese contribuendo alla riduzione dei tassi di interesse a lungo termine nell’area euro.
Mario Draghi può autocompiacersi. “I progressi sono spettacolari” aveva detto Venerdì a Davos, il governatore della Banca centrale europea (BCE). Infatti, dall’inizio dell’anno, regna una certa atmosfera di ottimismo, la sensazione di poter uscire dalla crisi sui mercati, mentre nel mese di dicembre lo scenario volgeva al catastrofismo.
La BCE ha infatti scelto di prestare alle banche in quantità illimitata e a basso costo (1% di tasso di interesse). Normalmente, la banca centrale presta alle istituzioni per periodi più corti, fino a tre mesi. La crisi aveva già giustificato prestiti a un anno ma, questa volta, il denaro è stato reso disponibile per tre anni.
Grazie a questi interventi della Bce, la possibilità che una banca europea fallisca è praticamente nulla, secondo alcuni analisti.

