Si conclude con un accordo senza l’unanimità un’intesa tra 25 paesi sul fiscal compact. Al provvedimento hanno detto no l’Inghilterra e la Repubblica Ceca. Tale patto ha l’obiettivo di rafforzare le regole di bilancio su deficit e debito dei paesi membri costituendo un argine contro la crisi finanziaria attualmente in atto.
Per arrivare al sì condiviso, anche se non fino in fondo, è stato necessario convincere la Francia ad accettare l’allargamento delle riunioni dell’Eurozona anche verso quei paesi che non sono membri, ma che hanno sottoscritto il relativo patto.
Tra gli altri argomenti in agenda, c’era l’Esm. Anche in questo caso, è arrivato un accordo sul Fondo Salva-stati permanente, l’European stability mechanism, che finanzierà gli stati in crisi per un massimo di 500 miliardi. Il trattato verrà firmato più avanti.
ncora lontana, invece, la soluzione del caso-Grecia (la Germania chiede il commissariamento di Atene, Sarkozy assicura che “ci sarà accordo definitivo entro qualche giorno” coi creditori privati). Intesa di massima sulle linee da seguire, invece, su crescita e occupazione.

