In una Bruxelles paralizzata dagli scioperi parte il vertice europeo dedicato a crescita ed occupazione, oltre che alla messa a punto del testo sull’unione fiscale ed al fondo salva-Stati permanente. Tra gli argomenti non in agenda, ma che con molta probabilità saranno toccati dai leader, c’è la Grecia e le sue delicate trattative con i creditori privati.
L’ultima bozza del Patto di bilancio Ue, intitolato «Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria», su cui i leader Ue ad eccezione della Gran Bretagna dovranno trovare un accordo, conta 11 pagine ed è composta da 16 articoli suddivisi in sei capitoli tematici.
L’obiettivo è quello di «rafforzare la disciplina di bilancio attraverso un ‘fiscal compact’, il coordinamento delle politiche economiche e a migliorare la governance dell’eurozona». Le nuove regole prevedono che i paesi Ue s’impegnino ad avere il deficit sostanzialmente in equilibrio, con un valore massimo dello 0,5% rispetto al pil, e questa «regola d’oro» dovrà assumere la forma di una legge costituzionale o equivalente.
In apertura di vertice arriva il semaforo verde alle misure economiche di Monti: «Mi sembra che l’Italia abbia ritrovato il cammino della ragione», dice il presidente Eurogruppo, Jean Claude Juncker.
E ha aggiunto – non nascondendo però una punta di preoccupazione: «L’Europa è sull’orlo di una recessione tecnica» e le «previsioni macro-economiche non sono buone», per questo «credo che si dovrebbe ora portare l’attenzione sulla creazione della crescita».

