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26 gen 2012

Banca Mondiale: nel sud Europa si lavora troppo poco


Non solo Angela Merkel e la Bundesbank. A sgridare gli europei ci si mette anche la Banca mondiale che, tramite un rapporto, accusa in generale gli europei, soprattutto quelli della fascia mediterranea, di lavorare troppo poco per potersi garantire una competitività sufficiente a restare in gioco nell’economia globale, oggi e ancor più domani.

In altre regioni del mondo, avverte la Banca mondiale, la durata media del lavoro (ore lavorative giornaliere, settimanali o annuali, e la durata della stessa vita lavorativa) sono superiori ai dati medi europei. E questo è alla radice della insufficiente competitività sui mercati globali, un problema di fondo per l’Europa. Ma la diagnosi viene corretta da una distinzione.

Perché da un lato in Spagna, Italia o Francia la durata media della vita lavorative è diminuita, in Germania il trend è opposto. Si comincia a lavorare più giovani e si va in pensione più anziani, a 67 anni. Certo, i tedeschi si godono molti giorni di ferie, ma li compensano con l’alta produttività e la moderazione salariale.

La Germania non è sola tra i virtuosi: la Banca mondiale cita anche alcune economie centroeuropee, soprattutto Polonia e Repubblica cèca, dove la coraggiosa disponibilità a riforme e a più spazio a spirito d’impresa, istruzione e innovazione tecnologica ha portato a grandi progressi. L’Est sorpassa il sud e si affianca al Centro tedesco, insomma.

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Pubblicato da: MatteoT

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