Secondo una stima della Cgia di Mestre, nel 2011 quasi un fallimento su tre è stato causato dai ritardi nei pagamenti. A fronte di 11.615 imprenditori italiani che hanno portato i libri contabili in Tribunale, circa 3.600 lo hanno fatto a causa dell’impossibilità di incassare in tempi ragionevoli le proprie spettanze.
La situazione, purtroppo, non ha uguali in Europa. Secondo i dati Intrum Justitia, la percentuale di aziende che in Europa falliscono a causa dei ritardati pagamenti è pari al 25% del totale. Se teniamo conto che nel nostro Paese i ritardi superano la media europea di 26 giorni, la Cgia stima che la nostra media nazionale oltrepassa il 30% del totale.
Anche la crisi economica ha contribuito ad aggravare questa situazione; il trend dei ritardi avvenuto in Italia, in quest’ultimi 4 anni, è quasi raddoppiato: + 97,5%.
Se poi teniamo conto che i tempi medi effettivi di pagamento che si registrano in Italia sono i più elevati d’Europa (180 giorni se il committente è la Pubblica amministrazione, 103 giorni se il committente è un’azienda privata), la situazione che si è sviluppata in questi ultimi anni è drammatica: tra il 2008 ed il 2011 sono fallite oltre 39.500 aziende.

