L’economia planetaria va verso un pesante rallentamento e la responsabilità di questo calo è dell’Eurozona, ancora in recessione. E’ questo l’allarme della Banca Mondiale che sostiene che nel biennio 2012 e 2013 i Paesi poveri avranno delle ripercussioni negative.
Previsioni che incrociano la revisione delle stime di crescita diffusa in Germania, tagliate allo 0,7% dall’1% previsto inizialmente. E mentre la Grecia è impegnata in una corsa contro il tempo per salvarsi dal default, il Fondo monetario internazionale si prepara a rafforzare – probabilmente fino a mille miliardi di dollari – le risorse da destinare all’Eurozona.
Secondo queste nuove previsioni, il Pil mondiale crescerà del 2,5% nel 2012, quando la crescita nel 2011 era stata del 2,7%. Questi dati sono inferiori di oltre un punto percentuale rispetto a quelli indicati dalla stessa Banca nel mese di giugno del 2011.
«Il rallentamento dell’economia è percepibile nella diminuzione degli scambi commerciali a livello mondiale e nel calo dei prezzi dei prodotti di base» afferma la banca Mondiale. Gli scambi commerciali sono previsti salire del 4,7% nel 2012, contro il +6,6% del 2011 e il +12,4% del 201.
L’evoluzione della congiuntura «dipende in modo decisivo dalla crescita e dalla stabilità dei nostri partner europei», ha sottolineato il ministro dell’Economia.

