Numeri che sono assolutamente impensabili per tutti i paesi industrializzati, oltre che surreali per le economie dell’eurozona, sono invece un duro colpo per la Cina, tanto che Pechino potrebbe presto optare per una politica monetaria che sia più accomodante.
La crescita economica del Paese “giallo”, durante il periodo ottobre-dicembre 2011, ha toccato il livello più basso degli ultimi dieci trimestri: +8,9%. Per la prima volta dalla metà 2009 dunque, il “passo” di Pechino scende sotto il 9%.
Positivo invece è il fatto che le attese degli analisti sono state comunque superate; si attestavano su un 8,7%. Smorzati dunque i timori di chi si aspettava conseguenze ben più gravi, da parte della crisi in corso nell’eurozona; crisi che continua a colpire la macchina commerciale cinese, attraverso minore domanda di beni e dunque esportazioni.
Lo scorso anno la Cina aveva iniziato una dura battaglia contro il possibile formarsi di una bolla immobiliare, e contro la forte crescita dei prezzi, che a luglio era arrivata a toccare il 6,5%.
La crescita economica 2011 è stata del 9,2%, in calo rispetto al 10,4% del 2010.

