Le famiglie italiane sono sempre più povere ed, inoltre, risparmiano sempre meno. E’ questa la fotografia scattata dall’Istat che fa riferimento al terzo trimestre dello scorso anno, il 2011, quando il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dello 0,3%, ma al netto dell’inflazione e rispetto ai tre mesi precedenti, è sceso dello 0,3%.
Non va molto meglio alle società non finanziarie: tra luglio e settembre hanno registrato una quota di profitto pari a 41,3 punti percentuali, in crescita di 0,3% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, che però risulta essere in discesa di 1,2 punti percentuali rispetto al periodo corrispondente del 2010.
Il tasso di investimento è stato pari al 22,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e invariato rispetto al terzo trimestre del 2010.
In particolare, spiega l’Istat, il risultato lordo di gestione ha registrato una crescita dello 0,5%, a fronte di una leggera riduzione del valore aggiunto (-0,3%). In termini tendenziali il tasso di profitto si è ridotto di 1,2 punti percentuali, per effetto di una riduzione del risultato lordo di gestione (-1,7%), mentre il valore aggiunto ha registrato un aumento dell’1,3%.
Per quanto riguarda invece il tasso di investimento, si torna al livello registrato nel terzo trimestre del 2010. Gli investimenti fissi lordi delle società non finanziarie in valori correnti hanno segnato, infatti, una riduzione dell’1,1% in termini congiunturali, cui ha corrisposto un aumento dell’1,6% rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente.

