Le aziende startup italiane sono collocate in prevalenza nel settentrione; ma come stanno reagendo al periodo di crisi economica e finanziaria le imprese italiane? Il quadro è dato dalla ricerca ‘startups in Italy’, presentata da Mind the Bridge Foundation con il supporto scientifico del CrEsit dell’Università dell’Insubria di Varese.
Secondo l’indagine, le startups italiane si situano in prevalenza nel settentrione (39%), seguono le regioni del centro (34%), infine il meridione (27%). Un trend quindi che vede ancora una volta penalizzato il sud dell’Italia.
La ricerca presentata da Mind the Bridge Foundation mette inoltre in evidenza come la presneza femminile nelle startups italiane sia ancora limitata. Il gentil sesso dunque penalizzato: in tal senso ancora tanti passi in avanti devono essere compiute. Ma ‘startups in Italy’ ha avuto soprattutto il merito di approfondire un argomento molto interessante. In che maniera queste imprese sifinanziano? Come vengono reperiti i fondi.
L’analisi in tal senso è sorprendente. Se, infatti, il 76% delle richieste volgono verso i venture capital, è anche vero che ben il 40% del campione ha dichiarato di aver agito, in questa fase, utilizzando una buona dose di fantasia.

