L’agenzia internazionale di rating Moody’s non usa mezzi termini: «Le probabilità di default multipli fra i Paesi dell’area euro non sono più irrilevanti. Più a lungo la crisi di liquidità continua, più velocemente continuerà a crescere la probabilità di default».
Ma non è finita qui: «La rapida escalation della crisi del debito dell’area euro e delle banche mette a rischio» i rating dell’area euro e dell’Unione Europea che potrebbero essere «rivisti» in assenza di misure che nel breve termine stabilizzino le condizioni dei mercati del credito. Per dirla in altre parole «l’area euro si avvicina a un bivio che la porterà o verso una più stretta integrazione o verso una maggiore frammentazione».
Gli Stati Uniti, ha detto prima del vertice il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, hanno fiducia nella capacità dell’Europa di risolvere la crisi. L’invito di Obama però è preciso: il Vecchio Continente deve agire con «forza e determinazione fin da ora» per risolvere la sua crisi del debito.
«Mentre lo scenario centrale rimane quello che l’area euro verrà preservata senza ulteriori insolvenze diffuse – si legge nel rapporto dell’agenzia di rating statunitense – anche tale scenario positivo porta con sé implicazioni molto negative di rating nel periodo transitorio». In ogni caso «una serie di default potrebbero aumentare in modo significativo la probabilità che uno o più membri lascino l’eurozona».
Se la Grecia è sul baratro, leggendo il rapporto per l’Italia ci potrebbe essere uno spiraglio. Ma non con l’aiuto del Fondo monetario internazionale. «Non ci sono discussioni con le autorità italiane a proposito di un programma di finanziamento da parte del Fondo», ha affermato un portavoce della Fmi.

