Per l’Alitalia è giunta l’ora delle grandi decisioni. Il Consiglio dei ministri ha deciso la cessione da parte del Tesoro della quota di controllo della compagnia “mediante una procedura competitiva a trattativa diretta, rivolta a potenziali acquirenti”.
Il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi parla di una decisione presa in coerenza con l’obiettivo del Governo “di porre la ricerca di alleanze internazionali strategiche al centro della propria azione politica, riservandosi di effettuare entro il gennaio 2007 le scelte definitive riguardanti il futuro dell’Alitalia”. Il rilancio strategico di Alitalia infatti, secondo l’esecutivo, non può prescindere “dall’ingresso nel capitale della società di nuovi soggetti industriali e finanziari”, un ingresso che deve necessariamente avvenire “attraverso un processo trasparente e non discriminatorio”.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze, che oggi detiene il 49,9% della compagnia, si occuperà della procedura di vendita con il supporto di propri advisor. Una procedura che “prenderà avvio mediante la pubblicazione sulla stampa di un avviso in cui si farà richiesta di manifestare interesse all’acquisto della suddetta partecipazione di controllo”.
“La selezione dei potenziali acquirenti – spiega la nota di Palazzo Chigi – terrà conto dei profili di interesse generale (livelli occupazionali, adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio), oltre che, ovviamente, dei contenuti economici delle offerte e di una accurata analisi dei piani industriali che verranno presentati dai soggetti interessati al rilievo della quota di controllo di Alitalia, anche al fine di verificarne la compatibilità con gli obiettivi di risanamento, sviluppo e rilancio dell’azienda, ritenuti imprescindibili dal Governo”.
Lo stato, comunque non uscirà dal capitale della compagnia .”Siamo al quarantanove virgola qualcosa del controllo, vogliamo scendere sotto il trenta per cento, quindi la quota si deduce da sé. Fatevi i calcoli…”. ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta.
“Avevamo detto che entro il 31 gennaio avremmo individuato una soluzione per il futuro di Alitalia, e questa scelta rientra in questa tempistica”. Quanto all’eventualità di un possibile ricambio dei vertici Letta ha tagliato corto: “Non c’entra, non ne abbiamo parlato”.
Cauto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale “bisogna essere molto attenti alle modalità e ai contenuti della gara, al piano industriale, agli investimenti e alla solidità finanziaria”.
Innanto il titolo Alitalia decolla. Dopo l’annuncio del Governo il titolo, rientrato in contrattazione alle 13,35 dopo una sospensione decisa da Borsa Italiana, è balzato in pochi minuti dell’11,2% a 0,945 euro con volumi scambiati pari al 2% del capitale, ed è stato congelato per eccesso di rialzo. Poco prima delle 15 il rialzo era ancora eclatante e pari al 10,7%.
Il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro ha sottolineato che “i tempi per il cambio del vertice di Alitalia, che deve avvenire a prescindere dalla vendita della quota, sono maturi”.
L’indicazione del ministro deriva dal “semplice fatto che la società perde un milione di euro al giorno a fronte di un signore (Cimoli, ndr) che guadagna centinaia di migliaia di euro al mese”.
