Si sostituiscono al risparmio privato nelle decisioni di investimento. Operano esclusivamente nel mercato dei capitali-intermediazione diretta.
Gli intermediari di prodotti/strumenti finanziari si comportano come soggetti in deficit con una logica di investimento; emettono strumenti finanziari con l’intento di investire in altri strumenti finanziari; sono chiamati investitori istituzionali o professionali (inventati nei mercati statunitensi ed anglosassoni, da noi solo dal 1983).
Queste figure nascono per gestire in modo ottimale i risparmi dei privati con un rendimento di questo risparmio e limitando il rischio di perdita nell’investimento.
I soggetti in deficit fanno fatica a collocare i loro strumenti finanziari sul mercato perché i privati hanno timore di avvicinarsi a questo mercato, quindi gli intermediari professionali hanno il compito di selezionare, valutare ed ottimizzare l’investimento riducendo al minimo il rischio e producendo un portafoglio diversificato.
Tali operatori, vengono identificati nella normativa e nell’operatività come Intermediari Istituzionali, Investitori Istituzionali, Operatori Professionali, Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR), Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM).
Ci possono essere diverse categorie di investitori professionali:
- Fondo comune di investimento (introdotto nel nostro mercato dal 1983): hanno un patrimonio autonomo, diviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti. I più utilizzati sono di carattere aperto ed è la figura tipica di un investitore professionale.
- SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile): è uguale al fondo aperto come obiettivi, ma la diversificazione è nella struttura (si emettono azioni avendo capitale variabile e non quote); è stata inventata dai francesi ed è incorporata a livello accentrato europeo.

