L’euribor mette a segno un nuovo rialzo; l’indicatore che interessa da vicino chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, secondo le rilevazioni di questa mattinata, a 3 mesi è balzato all’1,402%, rispetto il 1,395% di ieri, segnando il livello più alto dal 23 aprile 2009.
L’Euribor – che esprime tecnicamente il tasso di interesse a cui le banche si prestano capitali – si sta quindi portando a ridosso dell’1,5%, ipotizzando quindi che questa estate la Banca centrale europea possa nuovamente ritoccare i tassi al rialzo dopo averlo fatto lo scorso aprile quando – per la prima volta da maggio 2009 – ha agito sul costo del denaro portando i tassi di riferimento dall’1 all’1,25 per cento.
I future sull’Euribor a 3 mesi nei prossimi anni – parametro che segue da vicino il tasso Bce – proiettano l’ “indice dei mutui variabili” al 2% a dicembre 2011, al 2,775% a dicembre 2012, al 3% (tasso medio negli ultimi 10 anni), a settembre 2013, e al 3,43% a settembre 2014 (guarda la tabella completa sui contratti futures sull’Euribor a 3 mesi).
I numeri indicano quindi che, pur in costante risalita, i mutui a tasso variabile nei prossimi 3 anni resteranno con ogni probabilità al di sotto di quelli a tasso fisso stipulabili oggi, considerando che gli Irs – i parametri a cui sono agganciati in partenza i mutui a tasso fisso – viaggiano già adesso tra il 3% (Irs a 5 anni) e il 3,93% (Irs a 20 anni).

