Wind e Tiscali puntano su Web Tv

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Dopo la televisione via Internet di Alice e di Fastweb si mettono in pista anche Wind e Tiscali. Entro la fine dell’anno entrambe le società dovrebbero lanciare il loro servizio tv che viaggerà attraverso la Rete. L’annuncio arriva dal presidente dell’Autorità per le telecomunicazioni Corrado Calabrò, che lo ha comunicato durante un’audizione alla commissione Lavori pubblici e tlc del Senato.

“Alla fine del 2005″ ha detto Calabrò “Telecom Italia ha lanciato la propria offerta di televisione su protocollo Internet; il servizio si aggiunge a quello di Fastweb, il primo operatore triple play italiano e dovrebbe essere seguito, entro la fine del 2006, dal lancio di analoghi servizi da parte di Wind e Tiscali”.

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Calabrò è intervenuto anche a proposito della difficile situazione che sta vivendo Telecom Italia in qualità di ex monopolista, precisando che non esiste nessuna discriminazione nei suoi confronti da parte dell’Authority. “Non può ritenersi” ha detto “che Telecom Italia abbia subito una discriminazione inversa” da parte dell’Autorità per le tlc. “Per Telecom” dice ancora Calabrò “è stata una differenza svantaggiosa aver dismesso buona parte degli asset internazionali, determinando un processo di rifocalizzazione sui mercati nazionali. Per Calabrò si può capire come, in un mercato non più florido, Telecom, come gli altri operatori ex-monopolisti, soffra”.

“E’ indubbio” ha rilevato Calabrò “che il settore stia attraversando in tutto il mondo un momento di discontinuità , in cui rischia di interrompersi il circolo virtuoso che ne ha caratterizzato la recente evoluzione”. Tra le difficoltà del settore, il presidente dell’Autorità cita la saturazione di alcuni mercati e i problemi finanziari connessi “alle elevate valutazioni raggiunte dalle imprese di settore nonchè da quelle dei singoli asset (si pensi al prezzo pagato per le licenze Umts) nella fase dell’espansione della new economy”. Tutto ciò, secondo Calabrò, “determina una revisione in basso delle aspettative nonchè un proporzionato appesantimento del carico debitorio degli operatori (soprattutto gli ex-monopolisti), fattori questi che rischiano di produrre effetti depressivi sugli investimenti”.

Inoltre il presidente dell’Autorità ha ricordato che dal settembre 2001 a oggi l’indice borsistico delle società europee di tlc ha perso circa venti punti percentuali: “In quest’ultimo anno” ha aggiunto “è fortemente calata la valutazione borsistica di imprese quali Vodafone, Dt e Ft, anche se ultimamente si intravedono alcuni segnali di ripresa”.

Quindi “il mutamento degli scenari di mercato richiede una correzione delle strategie degli operatori verso modelli di business che si basino sull’integrazione dei servizi tradizionali con quelli innovativi a più elevato valore aggiunto”. Si tratta, dunque, del “processo che prende il nome di convergenza”.

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