Da Torino motori e ingegneria per Mosca. Con Daimler causa anti-copie contro Pechino
MILANO — La Fiat torna a Togliattigrad, 41 anni dopo il primo sbarco in terra russa. Il Lingotto ha infatti siglato ieri con il costruttore locale Autovaz un «memorandum d’intesa» grazie al quale si impegna a fornire motori, parti meccaniche, piattaforme e assistenza ingegneristica. Una partnership di natura diversa da quella stipulata con l’altro produttore russo, Severstal, annunciata in settembre in occasione del salone di Francoforte. Nessuna sovrapposizione, dunque. Non solo: è possibile che l’accordo (destinato a essere ratificato in modo definitivo nell’arco di qualche mese) non interferisca nemmeno nelle trattative che la stessa Autovaz ha in corso con Renault, interessata a uno scambio azionario.
Sempre ieri, intanto, si è saputo che la casa torinese ha avviato un’azione legale contro l’azienda cinese che ha «clonato» la Panda e la Panda Cross. Contemporaneamente all’iniziativa di Torino si è mossa la Daimler, che accusa la cinese Shuanghuan di aver copiato la Smart Fortwo. La stessa Shuanghuan è nel mirino della Bmw: la casa di Monaco di Baviera in settembre aveva bloccato la vendita (e impedito che venisse presentato al Salone di Francoforte) di un modello che è la fotocopia della sua X5, una 4×4 da poco uscita di produzione. L’offensiva anti-cinese si accompagna peraltro, per quanto riguarda la Fiat, con la politica delle intese. Torino, per esempio, ha in corso un’alleanza con la Chery, sede nella città di Wuhu, alla quale fornisce motori.
Ritornando al «raddoppio» in Russia, il memorandum siglato ieri si collega idealmente al primo sbarco, che risale al 1966, l’anno in cui Giovanni Agnelli sostituì Vittorio Valletta alla guida del l’azienda torinese. Allora Autovaz si chiamava semp licemente Vaz. La Fiat cedette una intera linea di montaggio, quella della 124, oltre a fornire ai russi l’assistenza tecnica. La vettura prodotta per il mercato interno si chiamava Zhigulì e ancora oggi è in circolazione sulle strade del Paese. Dal 1970 a oggi Autovaz ha prodotto e assemblato 25 milioni di veicoli. La sua capacità produttiva è di 750 mila vetture all’anno, con 160 mila dipendenti diretti (ma considerando l’indotto la fabbrica dà lavoro a quasi 2 milioni di persone).
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