La procura di Roma ha detto che è “pacifico” che il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco abbia esercitato pressioni sull’ex comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, definendo “non plausibili” le motivazioni fatte da Visco per giustificare queste richieste.”Si sottolinea che sulla base della istruttoria svolta è pacifico che il ministro tentò di ottenere il trasferimento dei quattro ufficiali ordinando o cercando di imporre al comandante generale di provvedere”, si legge nel testo delle motivazioni con cui la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per mancanza di dolo delle accuse di abuso d’ufficio e minacce nei confronti di Visco.
Il viceministro era indagato per le presunte pressioni esercitate sull’ex comandante delle Fiamme Gialle per rimuovere da Milano alcuni ufficiali della Gdf – in realtà mai trasferiti – impegnati nell’inchiesta sulla vicenda Unipol.
Dopo aver esaminato la testimonianza di Visco, i magistrati Angelo Racanelli e Giovanni Ferrara hanno definito “non plausibili” le motivazioni fornite per giustificare le domande di trasferimento, scrivendo nelle loro motivazioni che “la procura di Roma non può non evidenziare che rimane ancora oscuro il vero motivo per il quale Visco era interessato a questo trasferimento”.
Alla luce di queste motivazioni, il difensore di Speciale, avvocato Ugo Longo, ha detto oggi che il suo cliente ha intenzione di opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Roma.
“Non condivido quella parte (delle motivazioni) in cui si esclude l’esistenza del dolo specifico che ritengo implicito nel momento in cui si riconosce che sono stati posti in essere atti e comportamenti illegittimi”, ha detto Longo a Reuters.
Dopo che l’opposizione sarà formalmente depositata, starà al gup decidere se questa sia o meno fondata.
Il caso Visco-Speciale è scoppiato dopo la pubblicazione sul quotidiano “Il Giornale” di alcuni verbali di dichiarazioni rese dall’ex generale delle Fiamme Gialle all’Avvocatura generale dello Stato.
Visco ha rimesso temporaneamente la delega sulla Gdf, in attesa che la vicenda si chiarisca.
Il generale Speciale, rimosso dall’incarico, ha rifiutato il posto alla Corte dei Conti offertogli dal governo.
Riferendo in Senato sulla vicenda lo scorso 6 giugno, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa aveva attaccato la gestione delle Fiamme Gialle operata da Speciale, accusato di avere scambiato l’autonomia del corpo militare impegnato contro l’evasione fiscale in “separatezza” spezzando il rapporto di fiducia con l’esecutivo.
Secondo il centrodestra, Visco avrebbe esercitato le pressioni per rimuovere ufficiali che erano impegnati nell’inchiesta che coinvolgeva alcuni nomi vicini al centrosinistra.
Il voto al Senato sulle mozioni dell’opposizione sul caso Visco-Speciale ha rappresentato per il governo un difficile test, letto come un voto di fiducia anche all’interno dell’Unione, nella quale la vicenda delle presunte pressioni aveva aperto una crisi.
Fonte: Reuters.itÂ
