Tratto da Il Sole24Ore
Tira aria di correzione, sui mercati azionari di tutto il mondo. Dopo la pubblicazione di trimestrali non esaltanti (vedi il calo dei profitti del colosso ExxonMobil) e soprattutto del dato sulla vendita di nuove case negli Stati Uniti relativo al mese di giugno, i listini azionari a Wall Street hanno incrementato le perdite, trascinando al ribasso, oltre il 2%, le Borse europee, che hanno bruciato 270 miliardi di euro di capitalizzazione. Venerdì mattina stessa musica in chiusura per i listini asiatici, con Tokyo al -2,36% e Seul al -4,1 per cento. E in apertura indici continentali ancora giù: Londra e Parigi entrambe al -0,9%, Milano (Mibtel) -0,75%.
Le piazze del Vecchio Continente non sono riuscite a mantenere i livelli dell’apertura accentuando i ribassi dopo la metà seduta: a Milano il Mibtel ha perso il 2,01% e l’S&P/Mib il 2,05%, sotto i 40mila punti. Fiat, dopo una seduta di realizzi (-4,68%), ha chiuso a 21 euro, mentre ha tenuto Alitalia (+2,21%), unico titolo dell’S&P/Mib ad aver chiuso in rialzo. La compagnia ha trovato sostegno nella conferma del Governo di voler vendere la sua quota.
Una sessione così negativa, Wall Street l’aveva vissuta solo lo scorso 27 febbraio, quando il Dow Jones arrivò a perdere durante la sessione 546 punti con un calo che, insieme a quello del Nasdaq e dello S&P, aveva bruciato in una sola sessione 600 miliardi di dollari. Una tempesta che si è ripetuta giovedì sera: l’ondata di vendite ha spinto in alcune fasi le autorità di Borsa a fare scattare i blocchi alla vendite automatiche sui mercati azionari.
Nel finale, e dopo le operazioni di compensazione, gli indici sono riusciti poi a ridurre le perdite: il Dow Jones ha perso così 311,50 punti (-2,3%), a quota 13.473,57 punti (a inizio d’anno erano 12.474,52), mentre il Nasdaq ha ceduto 48,83 punti (-1,84%), a 2.599,34. In rosso anche lo S&P 500, arretrato di 35,43 punti (-2,33%), a 1.482,66. Il 95% dei titoli quotati sullo S&P 500 hanno chiuso la sessione in ribasso e il Dow Jones che si è allontanato dal record testato lo scorso 19 luglio di ben 520 punti. Il Nasdaq, inoltre, ha chiuso al di sotto dei 2600 punti per la prima volta dal 27 giugno, con volumi di scambi che sono saliti a livello record, così come il Nyse.
Ha continuato così a dominare il pessimismo, sulla scia anche di alcuni dati che hanno confermato la crisi del mercato immobiliare e del mercato del credito americano. Tra questi, protagoniste soprattutto le vendite di nuove case di giugno, che sono scese del 6,6%, a un livello decisamente peggiore delle attese, e che hanno messo in rilievo la debolezza del settore. Alla notizia negativa si sono aggiunti anche gli utili delle società attive nel comparto della costruzione di abitazioni, Pulte Homes (-2,90%) e DR Horton: i risultati di bilancio delle due aziende hanno pagato in particolare i casi di default – mancato ripagamento del debito – da parte dei clienti, e il rallentamento nella vendita di case. Indicazioni negative anche con la pubblicazione degli ordini dei beni durevoli, sempre di giugno, che sono cresciuti a un tasso inferiore alle previsioni (+1,4%, contro il +1,6% atteso).
Giornata trionfale, al contrario, per i “treasury”: i titoli di stato Usa hanno beneficiato della decisione degli investitori di smobilizzare le posizioni più rischiose. Del resto, il forte rally dei bond federali è stato proprio tra i fattori che hanno scatenato le vendite sull’azionario; i trader hanno guardato infatti al brusco scivolone dei rendimenti – con i decennali calati fino al 4,78% – che riflette. in definitiva. le aspettative di una crescita economica più debole.
In Europa giovedì pomeriggio il Dax (Francoforte) ha ceduto il 2,39%, il Cac40 (Parigi) l’1,57%, il Ftse100 (Londra) il 3,15 per cento. A Francoforte maglia nera per Siemens (-5,62%) che ha ceduto per 11,4 miliardi di euro la divisione di componenti per auto Vdo a Continental (-3,4%) e contestualmente ha acquistato per 7 miliardi di euro, prezzo ritenuto elevato dagli analisti, il gruppo Dade attivo nella diagnostica medica. Flessione marcata anche per il leader degli hedge fund Man (-5%) e Deutsche Postbank (-4,7%). A Parigi pioggia di vendite su Thomson (-12,36%) penalizzata da una semestrale non entusiasmante e dall’assenza di indicazioni per il resto del 2007. Pesanti anche Michelin (-3,79%) e Pernod Ricard (-4,23%). In controtendenza in scia al rialzo del greggio Total (+1,2%).
Nella City londinese in fondo al listino Legal&General (-8,24%) dopo risultati semestrali inferiori alle attese del mercato. Ordini di vendita anche su Intercontinental Hotel (-7,5%) e Friends Provident (-6,5%) e Rolls Royce (-6,46%). Fra i pochi titoli in rialzo British Energy (+0,5%) e Resolution (+2,5%).
