Il prezzo del greggio recupera dai minimi degli ultimi sei mesi, ma non preoccupa i listini che guadagnano terreno. Il DJ tocca il record di tutti i tempi, mentre in Europa gli indici salgono in media del 2%. Il Giappone festeggia il nuovo premier.
È stato il Dow Jones il protagonista della settimana. L’indice delle blue chip americane ha infatti chiuso la seduta di giovedì a quota 11.718 (+1,5% rispetto allo settimana precedente), dopo aver toccato 11.724 punti, il livello massimo di tutti i tempi.
Il Nasdaq ha invece archiviato in progresso dell’1,44% (rispetto alla chiusura di giovedì della settimana precedente) a quota 2.270, guadagnando terreno verso le quote storiche raggiunte a maggio.
L’ ottimismo del mercato è stato inizialmente sorretto dal ribasso delle quotazioni del greggio, dall’aumento della fiducia dei consumatori americani e dalla crescita a sorpresa della vendita di case nuove ad agosto. Successivamente ha ceduto il passo ai dati del Pil Usa del secondo trimestre -rivisto al +2,6% dal +2,9% precedente- e al rimbalzo del prezzo di petrolio e materie prime.
Dopo una perdita superiore al 5% nel corso dell’ultimo mese (indice Msci World Energy) le società del comparto energetico e minerario sono infatti in fase di recupero. Rio Tinto, Bhp Billington hanno guadagnato oltre il 4,5% in una sola seduta, ma le incertezze e la volatilità non lasciano ancora spazio a una maggiore stabilità degli andamenti.
Sempre sul mercato americano, non si placano le vendite su Hewlett-Packard, travolta dallo scandalo delle intercettazioni sul management, mentre General Motors sta beneficiando della possibile alleanza con Renault, i cui risvolti saranno resi noti entro la metà di ottobre.
Sorretti da Wall Street, anche nel Vecchio Continente i listini hanno intrapreso la via del rialzo. La migliore è stata la piazza tedesca, dove il Dax ha guadagnato il 2,4%, mentre il listino francese ha chiuso in progresso del 2,2%, al pari del Ftse 100 della Borsa di Londra.
A trainare le performance anche in Europa, è stata la ripresa delle società minerarie e petrolifere e del comparto delle utility, che ha beneficiato del rilancio della società tedesca E.On sulla spagnola Endesa.
Più contenuti i rialzi degli indici italiani, dove l’S&P/Mib ha reso l’1,6% e il Mibtel l’1,72%. A pesare
