Via libera del Consiglio dei ministri allo schema di disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Il testo passerà ora all’esame della Conferenza unificata per poi tornare a Palazzo Chigi per il varo definitivo. «Con questo provvedimento – ha sottolineato il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa – si realizza una piena corrispondenza tra autonomia degli enti locali e loro responsabilità fiscale e si pongono le basi per un cambiamento straordinario». Per il ministro degli Affari regionali e Autonomie locali Linda Lanzillotta il provvedimento «rappresenta un importante passo in avanti per l’attuazione del Titolo V della Costituzione, rimasta congelata per cinque anni. Il testo, che sarà comunque oggetto di ulteriore approfondimento con le Regioni e il sistema delle autonomie in sede di Conferenza Unificata, punta a rendere più efficienti le amministrazioni, finanziando le risorse in base alle funzioni effettivamente svolte, e ad attribuire autonomia finanziaria e fiscale a tutti livelli di governo, secondo un principio di equità e sviluppo».
Il provvedimento, in 19 articoli, definisce principi e criteri per l’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione, disciplinando il sistema di finanziamento di Regioni, Province e Comuni nel rispetto dell’autonomia finanziaria di entrata e di spesa garantita dalla costituzione. Ciascuno dei tre livelli di goveno ha un mix di tributi propri e compartecipazioni dinamiche al gettito di tributi erariali. Il provvedimento garantisce l’esercizio dell’autonomia tributaria, stabilendo che le Regioni possono istituire, nelle materie non assoggettate a imposizione statale, tributi regionali e locali e determinare le materie nelle quali Comuni e Province possono esercitare l’autonomia tributaria. Per le Regioni le fonti di finanziamento comprendono tribvuti propri, compartecipazioni Iva e una compartecipazione Irpef. Le regioni avranno il finanziamento integrale delle prestazioni essenziali su diritti civili e sociali (sanità e asistenza), trasporto pubblico di competenza regionale e di spese per funzioni fondamentali dei Comuni di dimensione minore. Per la parte residua laperequazione è basata sulla capacità fiscale. Demandato alle regioni il compito di disegnare schemi di perequazione dei comuni di dimensioni minori. Per i Comuni viene rafforzata la compartecipazione dinamica all’Irpef introdotta dalla Finanziaria per il 2007, per le Province è prevista una analoga possibilità o la trasformazione in tributo proprio dell’iposta sulle assicurazioni Rca. Un articolo riguarda in particolare, Roma capitale, stabilendo che «l’assegnazione delle risorse alla città di Roma deve tener conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dall’esercizio delle funzioni di capitale della Repubblica».
Sul provvedimento si sono astenuti il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Pecoraro Scanio ha motivato la sua scelta spiegando che, nel provvedimento, c’è poca attenzione per le esigenze dei Comuni.
