La Parmalat dell’era di Enrico Bondi centra l’obiettivo 2006, raggiunge il sospirato utile a quota 192,5 milioni di euro, distribusce un dividendo di 0,025 euro per azione per un monte di oltre 41 milioni, ma delude sugli obiettivi per il 2007. Il target del margine operativo lordo, come del resto aveva già anticipato l’amministratore delegato al momento del preconsuntivo, è stato invece rivisto al ribasso, dagli originali 454 milioni a una forchetta di crescita del 12-15% rispetto ai 350,7 milioni 2006 , quindi tra i 390 e 400 milioni di euro. Scende invece l’indebitamento, che passa da 369,3 milioni del 2005 a 170.
Anche per questo, una seduta che per il titolo Parmalat si andava annunciando come trionfale, con punte di rialzo del 5%, è finita in sostanziale parità (+0,06%, a 3,12 euro). Resta il traguardo dell’utile. L’ultima volta fu raggiunto nel 2002, ma era un falso clamoroso. Il tornado giudiziario di lì a poco avrebbe scoperchiato quella che invece era una voragine senza fine.
Anche altri indicatori di questa nuova Parmalat sono in crescita, a cominciare dal fatturato consolidato, su del 4,4%, a quota 3,84 miliardi. La vera zavorra, come sempre del resto, è la Spagna, ma questo non ha comunque frenato il margine operativo lordo che, rispetto al 2005, sale del 26,1%. La redditività raggiunge il 9,1% del fatturato, migliorandosi di 1,6 punti percentuali rispetto al 2005.
Merito, secondo il management, di diversi fattori, tra cui il cambio di mix dei prodotti venduti. Una strategia che il gruppo – accanto alla riduzione delle società del perimetro – si appresta ad approfondire anche quest’anno. Dopo aver abbandonato i prodotti da forno, i derivati del pomodoro e le acque minerali, il gruppo va sempre posizionandosi sui latti funzionali (nuovo vero core business dell’azienda), quelli cioè arricchiti e dunque a maggior redditività , sui derivati quali yougurt, dessert, creme e sulle bevande a base di latte e di frutta (i succhi), oltre che al tè. Tra i latti e gli yogurt funzionali sono già in commercio quelli studiati per la salute del cuore, gli ipocalorici, gli anti-età . Presto se ne aggiungerà un altro dedicato al relax.
A fine 2007, inoltre, è previsto l’azzeramento del debito, complici le transazioni con Bpm e Deloitte. Nel contempo sono previsti investimenti tra i 150 e 170 milioni. Bondi, anche sul fronte giudiziario, non mollerà . Sul piatto ha 6,9 miliardi di revocatorie aperte. Su questo fonda la sua missione in Parmalat che ai collaboratori spiega con un aneddoto. «Un giorno davanti al tribunale di New York mi ferma una vecchietta e mi dice: “Vada avanti, lo faccia per tutti i risparmiatoriâ€. E io andrò avanti».
