Nuova stangata in arrivo da luce e gas
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I continui rialzi del greggio che ha ormai raggiunto la quota di 126 dollari al barile sono la prima causa dei nuovi rialzi in merito a bollette di luce e gas che si troveranno a subire gli italiani nei prossimi mesi.
Secondo il centro di Ricerche Industriali ed enegetiche, Rie, dal prossimo mese di Luglio ci sarà un aumento del 3,9% per il metano e del 2,5% per l’energia elettrica. Per essere chiari avremo da pagare in bolletta circa 51 euro in più.
Secondo quanto prevede il Rie l’aumento per il gas in tutto l’anno dovrebbe essere del 14,3% mentre per la l’energia elettrica del 12,8% questo vuol dire che in media in un anno la bolletta di luce e gas porterà per le famiglie un ulteriore esborso di 190 euro.
Come già preannunciato quello che pesa è il prezzo del petrolio, che va ad essere quasi il 60% della fattura di energia mentre il gas copre il 37% ma è poi da notare come anche il prezzo del gas sia legato al prezzo del petrolio.
Intanto continua naturalmente a salire anche il prezzo della benzina che però rimane negli Stati Uniti ancora minore al quello italiano di 0,60 centesimi di euro al litro.
fonte:repubblica.it
Esselunga in guerra con le Coop pensa sempre a Piazza Affari
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Bernardo Caprotti in una intervista al giornale Panorama così si esprime: “L’ipotesi di sbarcare a Piazza Affari è allo studio”. Il 2008 si presenta con qualche incertezza ma la società della catena di supermercati sparsi in tutta Italia ha visto chiudersi un 2007 con un 9,1% in più di ricavi . Lo stesso Caprotti afferma: “Invece di ridurre i consumi, nostri clienti hanno modificato il mix degli acquisti, spostandosi su prodotti di prezzo più basso” che spiega anche che secondo lui come “dopo tre anni in cui i prezzi sono scesi, quest’anno saliranno, seppur meno dell’inflazione” - “una cosa impossibile:ridurre i costi della macchina pubblica, in modo da abbassare le tasse. Noi paghiamo il 60% e dobbiamo fermare i cantieri e nuove iniziative perchè non abbiamo più risorse”.
In merito allo scontro con le Coop invece il Caprotti conferma: “Io le grandi Coop non le ho attaccate, mi sono difeso da un assedio ben documentato e ho denunciato dei sopprusi. Non ho denigrato proprio nessuno”.
fonte:Tgfin
Redditi on line: indagato Massimo Romano
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Nella vicenda della pubblicazione dei redditi degli aitaliani sul sito dell’Agenzia delle entrate, viene iscritto nel registro degli indagati il direttore massimo Romano con l’ipotesi di reato di violazione della privacy( articolo 167 della legge) riferimento particolare all’articolo 17 della legge sulla privacy che spiega il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili. Anche dopo lo stop della pubblicazione imposto dal garante infatti i dati sono rimasti in rete grazie al sistema del file sharing. E’ da valutare anche l’ipotesi del dolo visto che gli elenchi erano già pronti all’inizio del mese mentre sono stati pubblicati solo il 30 aprile.
A Roma è pervenuta anche la denuncia del Codacons con cui i contribuenti in lista chiedono un risarcimento per il danno subito dalla pubblicazione dei dati privati on line.
fonte:repubblica.it
Male le borse europee mentre continua la corsa del petrolio
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Questa mattina il Wti ha raggiunto il prezzo di 125,98 dollari e il Brent 124,44 dollari nuovi record che pesano notevolmente sui mercati. Si arriva così ad un aumento del greggio dall’inizio dell’anno del 33%. Incominciano a susseguirsi le voci che forse l’Opes prenderebbe in considerazione l’idea di aumentare la produzione di greggio se la corsa al rialzo del prezzo non si ferma. Secondo una fonte dei Paesi produttori: “sarà necessario produrre più di 500mila barili al giorno per avere un impatto sui prezzi”.
Si ammette infatti che i continui aumenti non sia conseguenza solo di fattori esterni ma anche di chiare speculazioni su fondi idi investimento che mirano a far aumentare il prezzo del greggio.
Intanto corre verso l’alto anche il prezzo della benzina che è arrivato per la verde a 1,472 euro e per il diesel a 1,455 euro.
In caduta libera la borsa con Unicredit e Allianz. Unicredit per più del 2% dopo i dati della trimestrale.
fonte:Tgfin
La Bce lascia invariati i tassi: “Ancora alti i rischi di inflazione. Incertezze sull’economia, ma in Eurolandia la crescita tiene”
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Come previsto i tassi non hanno subito variazioni nè al rialzo nè al ribasso e questa la decisione presa oggi dal Consiglio della Bce riunitosi ad Atene. Il tasso di rifinanziamento pronti contro termine è rimasto quindi invariato al 4% e la Bce ha lasciato fermi anche il tasso marginale, al 5% e il tasso sui depositi al 3%. ricordiamo che la Federal Reserve ha portato il 30 aprile scorso i tassi sui Fed Fund al 2%, abbassandoli di 25 punti ed ora il divario fra il tasso principale di Eurolandia e quello degli Stati uniti risulta essere di 2 punti%.
“Non abbiamo avuto altre richieste oltre alla decisione che abbiamo preso” così si è espresso Trichet, presidente della Bce, spiegando che non si è parlato di interventi sui tassi di interesse. “Prevalgono i rischi al rialzo sui prezzi. L’inflazione è salita
significativamente dallo scorso autunno” - “i tassi d’inflazione resteranno alti prima di allentarsi”- Così si è espresso ancora il presidente - “L’attuale politica monetaria contribuirà a conseguire l’obiettivo del mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio termine, che è il nostro primo obiettivo in accordo col nostro mandato. La priorità resta quella di ancorare saldamente l’inflazione nel medio e lungo termine”. “Gli ultimi dati sull’attività economica confermano le precedenti aspettative di una crescita moderata ma che continua nella prima metà del 2008″.
Da segnalare che quando la riunione era ancora in corso c’è stato un movimento positivo dell’euro nei confronti del dollaro.
fonte:repubblica.it
Confermata l’analisi tecnica e il petrolio segna un nuovo record
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Ormai la domanda è una sola..si fermerà? La corsa del greggio continua inarrestabile ed anche se ogni tanto sembra frenare e tentare la discesa basta il giorno dopo per segnare un nuovo record. Il Light Sweet Crude ha sfiorato la soglia dei 124 dollari al barile arrivando a 123,93 dollari. Oggi sembra perdere leggermente e scendere attorno ai 123 dollari ma il calo è ben da poco in confronto ai continui massimi. L’analisi tecnica l’aveva previsto e se le previsioni continueranno ad essere confermate la preoccupazione è d’obbligo.
I continui record che sono purtroppo affiancati dal rialzo del prezzo dei carburanti, benzina verde e gasolio, 1,472 euro al litro per la prima e 1,455 euro al litro per il secondo, non sembrano però smuovere l’Opec che non ha intenzione di alzare la quota di produzione in quanto ritiene che il prezzo del greggio è fatto dal mercato e non dal livello di produzione.
Ora il prossimo target è a quota 125 dollari e il raggiungimento non sembra affatto lontano.
fonte:repubblica.it
I dati dell’Istat confermano che ci sono molte famiglie povere
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Lo confermano i dati dell’Istat, nell’anno 2006 i poveri sono risultati praticamente il 13% della popolazione, per un nuomero di 7 milioni 537mila unità. Secondo l’istituto di statistica su dieci nuclei famigliari più di uno è costretto a vivere sotto la soglia di povertà. la concentrazione maggiore di queste famiglie che copre l’11% del totale vive al Sud, prevalenetemente Calabria e Sicilia. Per la Calabria si ha un dato del 31,4% del totale mentre per la Sicilia del la percentuale è del 31,5 dei residenti.
Andando verso il Nord il dato peggiore è stato registrato dall’Istat in Valle d’Aosta dove le famiglie povere raggiungono il 10% mentre per una media del nord che rimane intorno al 6,2%. Per quello che rigurda il Centro, si segnalano l’8,4% nel Lazio e l’8% in Umbria.
Dai dati comunicati dall’Istat si evince che la concentrazione di famiglie al di sotto della soglia di povertà risiede nelle regioni meridionali con una concentrazione che arriva a formare una quota fino a 4 volte maggiore rispetto a quella che si è osservata nelle zone del Centro e del Nord.
Rispetto al Prodotto interno lordo, l’istat si esprime in questi termini: “Le regioni del Mezzogiorno presentano livelli del Pil pro capite nettamente inferiori rispetto a quelli del Centro-Nord. Inoltre, a differenza di quanto avviene in Europa, in Italia non c’è convergenza nella crescita regionale: i dati del periodo 2001-2006 indicano che il divario di crescita tra il Centro-Nord ed il Mezzogiorno è molto contenuto e non consentono di ridurre la distanza tra le regioni in ritardo di sviluppo e quelle più ricche”.
Da segnalare che la regione con il Pil più basso è risultata nel 2006 la Campania con solo 13700 euro ad abitante.
fonte:Tgfin.it
Arrivata oggi l’intesa fra i sindacati per i contratti
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Cigl, Cisl e Uil hanno detto “si” all’unanimità per le proposte di riforma dei modelli contrattuali. “l’obiettivo è quello di avere un sistema contrattuale che sia in condizione di aumentare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e di avere un sindacato più democratico, più vicino alle persone che lavorano” così si è espresso in merito Guglielmo Epifani, leader della Cigl. Secondo il quale il contratto nazionale rimane una garanzia dei diritti dei lavoratori, a cui viene aggiunto “un secondo livello di contrattazione esteso anche alle piccole e medie imprese”. Per Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, oggi si è avuto un momento storico per il sindacato che confermando l’accordo ha dato vita ad un “nuovo sindacato”. Mentre per la Uil, Luigi Angeletti ha annunciato: “Presenteremo queste proposte subito per aprire immediatamente un confronto e vedremo se sul serio avremo imprenditori disposti ad aumentare veramente i salari”. Il nuovo accordo prevede fra l’altro l’introduzione di contratti triennali sia la parte economica che per quella normativa oltre che la riduzione del numero dei contratti (ora se ne contano 400).
fonte: repubblica.it
